RASSEGNA STAMPA

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In vista del voto del 3 e 4 ottobre, il presidente di Forza Italia scrive ai romani: «La nostra squadra con Enrico Michetti»
Sul caso indagano i carabinieri avvertiti lunedì mattina dai vicini del condomino, che aveva 65 anni e viveva da solo. Il corpo era sul divano, ipotesi malore ma è stata disposta l’auopsia
Tutto è partito con l’esposto presentato dai Verdi nel luglio 2020 dopo altri tre episodi. L’ultimo invece risale a fine agosto di quest’anno. Sempre d’estate, dopo nubifragi e con il livello del fiume molto basso. Faro sugli «scolmatori di piena»
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Studio di «Cittadini per l’Aria» sul biossido di azoto nei quartieri dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimezzato il limite di emissioni
Sessantacinque anni, per quasi tutta la carriera aveva lavorato al Messaggero, da inviata speciale. In tempi recenti editorialista al Corriere Roma. Suo il bestseller «Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa» (2007)
Parla la segretaria sui prelievi dal conto dell’ente, usati non solo per pagare la villa in Sardegna. Oggi si decide il rinvio a giudizio di Trancalini e Pinna, accusati di appropriazione indebita
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La vice questore che ha criticato il green pass e il post in cui racconta cosa è successo. È in attesa dell’esito dell’azione disciplinare a suo carico. Lamorgese: «Dichiarazioni gravissime»
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Sabato sera a Castel Sant’Elia, nella Tuscia. La coppia si stava separando: l’uomo, 66 anni, ha sparato alla consorte di 58 e poi a se stesso. La figlia è sotto shock in ospedale
Su 17.303 tamponi. 4, 2 milioni di persone hanno concluso il percorso vaccinale
Il titolare del disco bar, chiuso per 5 giorni, è stato multato con una sanzione di 400 euro. A San Lorenzo sospesa la licenza di un locale e denunciato il titolare di un altro esercizio commerciale per vendita di alcolici a minorenni

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da 25/09/21 a 14/11/21

Mura Aureliane, Via Veneto

Sono quattordici gli interventi di Erwin Wurm, artista austriaco di fama internazionale, che compongono il percorso di Via Veneto Contemporanea, a cura di Catherine Loewe, esposizione gratuita a cielo aperto, nella strada della Dolce Vita, dalle Mura Aureliane fino ai punti più iconici della via.

Ieri, set di film che hanno contribuito a creare l'immaginario collettivo. Oggi, teatro di interventi di arte contemporanea. La strada della Dolce Vita torna grande protagonista della scena culturale romana, tra arte e cinema. Consacrata dal grande schermo con il capolavoro felliniano, oggi via Veneto si conferma spazio creativo, vivo e vitale, aperto al nuovo, grazie a un ricco calendario di appuntamenti, concepito per valorizzare la sua storia e far scoprire i fermenti del presente, proiettando così il suo scenario, le sue atmosfere, le sue suggestioni nel domani. Ecco allora Via Veneto Contemporanea, esposizione a cielo aperto di opere di Erwin Wurm, artista austriaco di fama internazionale, e, a precederla e introdurla, dal 23, a Casa del Cinema, Via Veneto Ieri e oggi, programma di proiezioni ad hoc che ripercorrono il “mito” della Dolce Vita.

A dialogare, in un'interessante trama di solleciti, sono le memorie  della vita cittadina, l'immaginario alimentato dai film e il nuovo percorso espositivo, che vede l'arte occupare gli spazi pubblici, andando fuori dalle aree ad essa abitualmente deputate, assicurando un'esperienza espositiva dinamica e in assoluta sicurezza. E “sorprendendo” visitatori, appassionati, nonché curiosi e semplici passanti. Obiettivo, offrire “sguardi” inusitati sulla strada e, attraverso di essa, sulla città e invitare i romani a riscoprire la zona, nella forza delle sue memorie, ma anche, ad oggi meno indagata, nell’energia della sua contemporaneità.

Tra “Performative Sculptures”, le cosiddette “Sculture Tascabili”, anche tre grandi figure in bronzo della serie “Sculture a metà” dipinte di rosa, nella tonalità delle gomme da masticare, sono quattordici gli interventi di Erwin Wurm, che, dal 25 settembre al 14 novembre, comporranno il percorso di “Via Veneto Contemporanea”, a cura di Catherine Loeweesposizione gratuita a cielo aperto, nella strada della Dolce Vita, dalle Mura Aureliane fino ai punti più iconici della via.  

La mostra è la prima installazione urbana realizzata da Wurm a Roma ed è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.  

L'arte contemporanea si fa così modo per rileggere scenari noti, tramite inusitate suggestioni che accendono i riflettori sulla città, catturando nuovi sguardi. 

Non solo. In occasione della mostra, infatti, Casa del Cinema, il 23 settembre, dedica uno speciale programma di proiezioni e incontri, a ingresso gratuito, al mito della “Dolce Vita” (accesso libero fino a esaurimento posti).

da 30/09/21 a 20/12/21

This is us è un progetto fotografico ideato dall’artista multimediale Maria Di Stefano, a cura di Veronica He. Protagonisti dei trenta ritratti inediti sono ragazze e ragazzi adolescenti, nati o cresciuti in Italia da genitori di diversa provenienza, che raccontano la città e si rivelano in essa. This is us vuole dare voce al loro limbo burocratico - solo raggiunta la maggiore età possono richiedere la cittadinanza italiana – affermando pubblicamente la complessità e la ricchezza del loro patrimonio individuale.

da 18/09/21 a 18/12/21

Keats - Shelley House

Mostra temporanea di opere di Jeffrey Dennis, attualmente residente presso la British School at Rome. Il titolo della mostra è Cloudy Trophies e le opere sono state ispirate da John Keats e dalla città di Roma.

da 08/09/21 a 30/09/21

Doppia personale di Francesco Thérèse e Hiromi Suzuki, lui visual artists di Roma, lei poetessa e artista di Tokyo, con il Patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura-Japan Foundation, il Teatro Brancaccio e Fineco Center. Il primo punto d’incontro è nel parco museo di Teatro Brancaccio, dove, dal giorno dell’opening sono presentati video e installazioni dei due artisti, con la curatela di Sveva Manfredi Zavaglia e il testo critico di Azzurra Immediato, esiti della sensibilità e dell’accuratezza del lavoro trattato dagli artisti.Visual Haiku|Olivetti poems seguendo il filo della dualità, ha una duplice costruzione: la prima all’interno del nuovo parco-museo del teatro Brancaccio a Colle Oppio ingresso di Via Mecenate 2, la seconda alla Fineco Center di via Tiburtina 352d (su appuntamento dalle 11 alle 19, fino al 30 settembre 2021). La mostra si propone come un intreccio sincopato e metamorfico in cui Francesco Thérèse e Hiromi Suzuki inscenano una fluttuazione che affida ai sensi la lettura delle opere, alla memoria la reminiscenza di tradizioni antiche e contemporanee, filtrate da un presente che accade nella distanza continentale, che si concretizza nella conoscenza surreale di prospettive che l’arte unisce senza che gli sguardi si siano mai davvero incontrati. Sono le opere, però, a parlare per gli artisti, a conoscersi per interposta identità e sono le opere, ancora, le loro tracce nel qui ed ora, a dialogare con il pubblico. Gli ospiti, accolti nell’antico parco di Roma – oasi celata del caos metropolitano della capitale, costruito e gemmato su resti archeologici, già secoli fa – oggi diventano testimoni di una nuova superfetazione non più architettonica o naturale, bensì filosofica e sensuale, in cui l’immissione del tempo nel corso ordinario del fare genera prospettive di riflessione che narrano, mostrano e condividono la delineazione di una memoria nuova, corale e collettiva. La diarchia tra le due forme espressive e i due linguaggi commisti è da ricercare in un missaggio che ha che fare con l’interazione tra mondi opposti che pur si tangono. Il giardino, scrigno occluso ad occhi estranei, lo rende concettualmente vicino ai giardini zen giapponesi, punto di contatto tra Francesco Thérèse e Suzuki Hiromi, le cui opere, nel percorso creato in modalità site specific, permette e promette di accogliere i visitatori all’interno di un alveo ideale, interazione suggestiva di rara fascinazione con l’ambiente. Ogni passo, percettivamente reso accattivante dalla presenza di alcuni dettagli e frammenti, susciterà una sorta di nuova dimensione, evocativa ed effimera, palco di una immaginifica meta realtà che si tradurrà in una sorta di piccolo sogno di una notte di… fine estate, nel centro di Roma, inatteso, inusuale, sorprendente, magico eppure, tangibile ponte con il Giappone.

da 05/10/21 a 19/11/21

Richter Fine Art

Per la mostra 4041, i due artisti Marco Paul Lorenzetti e Edouard NG hanno deciso di rimuovere il loro chip cerebrale per produrre lavori come umani al 100%, non cyborg, come se fossero tornati nel 2021.In mostra, le opere sono state tutte prodotte nel 4041 attraverso materiali e tecniche utilizzate nel 2021. I lavori sono inquietanti e quasi assurdi poiché Marco Paul Lorenzetti e Edouard NG stanno abusando di molti strumenti di 2000 anni fa e lavorano senza il flusso di dati che il chip di solito fa affluire nel loro cervello. La rilevanza di queste opere risiede solo nella loro irrazionalità in un nuovo mondo egemonizzato da una razionalità estrema.Il lavoro di Edouard NG attira l'attenzione sui paradossi vertiginosi e assurdi della nostra società guidata dal desiderio insaziabile di intrattenere e consumare.A metà tra scienza e sociologia, la ricerca dell’artista mette in discussione specifici comportamenti contemporanei, osservando al microscopio il “popolo dello show business”, ne isola residui e componenti e se ne fa interprete. L’artista definisce la sua pratica una sorta di archeologia inversa: una figura famosa diventa un geroglifico, il familiare diventa uno sconosciuto. La pittura di Marco Paul Lorenzetti, raffigura persone in vari stati di riposo, si raccolgono, si mescolano, si rilassano, procedono senza meta attraverso i movimenti dei rituali sociali. I personaggi di Lorenzetti interpretano in modo approssimativo, sembrano esistere in stati di ozioso eccesso, fumando hashish e godendosi sontuose creme da spalmare o sfilando insieme all'accompagnamento musicale.

da 02/11/21 a 06/12/21

Basilica di San Lorenzo in Lucina

Dopo essere stata esposta al Pantheon fino al 1 novembre 2021 dal 2 novembre viene esposta alla Basilica di San Lorenzo in Lucina.

Un confronto tra la bellezza delle opere del geniale artista italiano e il capolavoro senza tempo del tempio più antico del mondo.Si tratta, di una mostra ambiziosa e innovativa dedicata interamente al Crocifisso. Joseph Pace è un artista italiano le cui opere sono state esposte in istituzioni e musei di tutto il mondo.Si tratta di 12 opere dell’artista realizzate con oggetti di recupero e di riciclo industriale, come crocifissi, miscellanee di perle e bijoux, per lo più vintage, che l'artista ricerca in tutto il mondo, realizzando così una sorta di “Ricerca sull’archeologia industriale” dei nostri tempi. Con questi lavori Joseph Pace vuole richiamare l'attenzione sui valori della spiritualità, oggi ultimo baluardo, secondo l'artista, della libertà dell’uomo. Un intenso percorso di stile e grazia, realizzato con un linguaggio raffinato ed estetizzante. Tra le opere in catalogo, la “Croce Astile del Pantheon”, una croce processionale di grandi dimensioni, che rimarrà nella collezione permanente d’arte del Pantheon.La mostra è a cura di Emanuel von Lauenstein Massarani

da 14/09/21 a 01/11/21

Pantheon

Un confronto tra la bellezza delle opere del geniale artista italiano e il capolavoro senza tempo del tempio più antico del mondo.Dopo la personale “Joseph Pace, Sacra Sacrorum” del 2018, la mostra vede per la seconda volta, questo protagonista dell’arte del nostro tempo confrontarsi con gli spazi e le opere del Pantheon. Si tratta, di una mostra ambiziosa e innovativa dedicata interamente al Crocifisso. Joseph Pace è un artista italiano le cui opere sono state esposte in istituzioni e musei di tutto il mondo.Si tratta di 12 opere dell’artista realizzate con oggetti di recupero e di riciclo industriale, come crocifissi, miscellanee di perle e bijoux, per lo più vintage, che l'artista ricerca in tutto il mondo, realizzando così una sorta di “Ricerca sull’archeologia industriale” dei nostri tempi. Con questi lavori Joseph Pace vuole richiamare l'attenzione sui valori della spiritualità, oggi ultimo baluardo, secondo l'artista, della libertà dell’uomo. Un intenso percorso di stile e grazia, realizzato con un linguaggio raffinato ed estetizzante. Tra le opere in catalogo, la “Croce Astile del Pantheon”, una croce processionale di grandi dimensioni, che rimarrà nella collezione permanente d’arte del Pantheon.Dal 2 novembre 2021 la mostra “Joseph Pace, Ave Crux, Spes Una” diventa itinerante e viene esposta alla Basilica di San Lorenzo in Lucina di Roma (2 novembre, 6 dicembre 2021), per poi andare a Vienna, Praga, Colonia, Bruges, Parigi, Madrid e Lisbona nelle più importanti Cattedrali del vecchio continente.La mostra è a cura di Emanuel von Lauenstein Massarani

da 12/10/21 a 27/02/22

Palazzo delle Esposizioni

Il Palazzo delle Esposizioni ospiterà dal 12 ottobre al 27 febbraio il progetto Tre Stazioni per Arte-Scienza. La rassegna, che si svilupperà in tutti gli spazi espositivi del Palazzo delle Esposizioni, è interamente dedicata all’indagine di un tema centrale della cultura contemporanea: l’incontro fra arte, scienza e società. Un confronto che si articola attraverso tre diverse mostre intese come stazioni, luoghi di sosta, di movimento, di incontro ma anche come tre tappe, ciascuna delle quali contribuisce alla riflessione da un punto di vista diverso: la storia della scienza (La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città), la creatività contemporanea (Ti con zero), le frontiere del sapere scientifico (Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro).

Come già sperimentato nel corso dei programmi degli ultimi anni, l’intento dell’Azienda Speciale Palaexpo è quello di promuovere la partecipazione di diversi pubblici, la commistione tra diversi saperi, il superamento dell’idea stessa di mostra verso un’esperienza che coniughi gli aspetti espositivi con quelli pedagogici e performativi. Per questo motivo le mostre saranno accompagnate da un ampio programma di laboratori, conferenze, eventi e rassegne cinematografiche, nonché da un ricco palinsesto digitale.

Il progetto nel suo insieme è nato dal desiderio di intervenire nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra scienza e società che cambiamenti climatici e pandemia hanno reso di primaria importanza. Con “Tre stazioni per Arte-Scienza”, il Palazzo delle Esposizioni intende fare mostra della possibilità che metodi e istanze, diverse e separate, determinino non soltanto punti di contatto, ma nuovi territori di esperienza, di formazione, di crescita, di riflessione. Si parte metaforicamente dall'idea di "stazione", proprio perché sembra paradigmatica la sua trasformazione dal movimento-progresso della stazione ottocentesca, luogo di incontro e di socialità, alle stazioni di ricerca dove gli scienziati si fermavano per fare osservazioni ed esperimenti, fino alle stazioni spaziali, avamposto tecnologico dell’umanità nel cosmo, fino alle nuove forme di "stasi" contemporanee necessarie: quarantena, lavoro da casa e altre.  Una tale trasformazione dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che il sapere non può fondarsi né sulle certezze né sulle separazioni disciplinari, ma può invece mantenersi nella dimensione della ricerca che è il luogo mobile e potenziale, incerto e libero, dove si incontrano la scienza e l’arte. Ispirata da questo pensiero, la rotonda di Palazzo delle Esposizioni accoglie dialoghi e visioni in cui convergeranno i temi dei singoli progetti espositivi: conferenze, lezioni, performance, insieme alle opere in mostra, stabiliranno nuove temporalità di fruizione del sapere.

La rassegna, promossa da ROMA Culture, è ideata e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di numerose istituzioni pubbliche, tra le quali INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare cui si deve l’intera progettazione della mostra “Incertezza”; mentre per la realizzazione di “La scienza di Roma” è stato fondamentale il supporto del Polo museale della Sapienza Università di Roma.

da 24/09/21 a 31/10/21

Circo, Villa di Massenzio e Mausoleo di Romolo

Mostra personale di Giuseppe Tabacco che vuole creare un dialogo serrato con l’ambiente espositivo negli spazi del Mausoleo di Romolo

Con questo nuovo capitolo del suo lavoro Giuseppe Tabacco propone un percorso circolare scandito da 7 ciotole realizzate in cera d’api naturale contenenti al loro interno lenticchie, orzo, miele, olive secche, vino rosso, farro e lana grezza. Questi elementi non solo vogliono richiamare immaginificamente alla memoria l’Edictum De Pretiis Rerum Venalium, emesso nel 301 dall’imperatore Diocleziano per far fronte all’inflazione galoppante (la polenta di farro era ad esempio il tipico vitto militare: questo e gli altri materiali che riempiono le ciotole erano appunto d’uso comune nell’Impero Romano), ma mirano anche a definire cromaticamente e plasticamente l’impianto architettonico del Mausoleo di Romolo, la cui pianta ottagonale è scandita dalle nicchie che si aprono sulle pareti (una per ogni parete, tranne quella di accesso): in ognuna delle nicchie è appunto collocata una delle ciotole. Lucenti e trasparenti, i sette contenitori plasmati da Tabacco – definiti dall’artista Reliquiarium (2021) – sono piccoli luoghi di inclusione e commistione materica, e quindi di accoglienza e ospitalità, che indirizzano la riflessione sull’orizzonte del presente, sul rapporto di partecipazione e di unione. 

Stilus (2021), riguardante l’ambiente quadrangolare del Mausoleo, è poi un secondo e potente intervento dell’artista che propone un’imponente matita di circa 4,5 metri la cui esagonalità gioca con l’impianto ottagonale del Mausoleo. Realizzata come i Reliquiaria in finissima cera d’api, questa installazione fa riferimento ad alcuni stilemi linguistici – l’obelisco, la colonna – e si allunga verso l’alto, quasi a cercare l’infinito e a scrivere sulla pagina azzurra del cielo un capitolo di storia in cui si incontrano l’arcaico e l’attuale. 

Una serie di tavolette di cera (richiamo a quella scrittura dell’antica Roma realizzata proprio su tabulae o tabellae ricoperte di cera impura e gesso dove le lettere erano incise con lo stilus) si disseminano infine nello spazio per offrire allo spettatore un viaggio alla ricerca di anfratti e punti di vista che mostrano appieno l’intento seguito da Tabacco nel creare un dialogo serrato con l’ambiente espositivo.   

da 29/09/21 a 31/01/22

Palazzo Cipolla

Prima mostra monografica di Quayola (1982), artista romano di origine e londinese di adozione, tra gli esponenti più importanti della media-art a livello internazionale.Quella di Palazzo Cipolla è la cornice ideale per esporre l’arte di Quayola, da sempre animata da un confronto permanente tra l’educazione classica e l’uso quotidiano dei mezzi di espressione visiva più futuristici.La mostra abbraccia quasi tutta la produzione dell’artista, ospitando opere realizzate tra il 2007 e il 2021, un viaggio immersivo nella vera essenza della sua arte computazionale. Il progetto espositivo si sviluppa in tre aree tematiche: iconografia classica, sculture non finite, e tradizione della pittura di paesaggio.Avvalendosi di sistemi robotici di intelligenza artificiale e stringhe di codice generativo, Quayola ricodifica la storia dell’arte attraverso una nuova prospettiva, utilizzando un linguaggio innovativo capace di riflettere la sua visione poetica del mondo digitale. L’artista esplora le infinite possibilità di formalizzazione dell’idea creativa attraverso la moltitudine di opportunità che la tecnologia gli offre. Il processo di ricerca diventa così la base dell’opera d’arte stessa.Quayola non utilizza gli algoritmi solo o semplicemente per creare delle opere d’arte, ma ci restituisce strumenti indispensabili di lettura della nostra società contemporanea. Dipinti rinascimentali e del barocco sono trasformati in complesse composizioni digitali attraverso metodi computazionali, e sculture ispirate alla tecnica michelangiolesca del non-finito sono scolpite mediante mezzi robotici. Seguono rappresentazioni della natura, prodotto di un’arte generativa che evidenzia l’affascinante – benché paradossale – somiglianza tra ilmondo naturale e quello digitale. Sviluppando un corpo di lavoro che assume sia una forma immateriale (come i video) che materiale (come le stampe o le sculture), l’artista ci illumina sul paradosso dell'immaterialità che è di fatto una nuova forma di materialità.La mostra è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, è realizzata da Poema con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia ed è curata da Jérôme Neutres e Valentino Catricalà

da 24/09/21 a 15/10/21

Spaziomensa

Environments è pensata come una grande installazione in cui due ambienti diversi vengono evocati nel loro rapporto con l’essere umano: quello urbano del secondo dopoguerra, vissuto ed espresso da Salvatore Meo (Filadelfia 1914 – Roma 2004), e quello naturale e archeologico centrale nel lavoro di Andrea Polichetti, (Roma 1989).In occasione della mostra vengono rivelati frammenti della produzione di Meo raramente visti dal pubblico: sculture e lavori a parete realizzati con la tecnica dell’assemblage, selezionati da Andrea Polichetti all’interno della collezione Fondazione Salvatore Meo, grazie al sostegno della presidente Mary Angela Schroth. Polichetti esibirà invece un corpo di nuovi lavori, prodotti durante la residenza estiva presso Agricola Due Leoni, tra cui: litografie realizzate con il sostegno della Litografia Bulla, un neon realizzato con il contributo di Neon Lauro e diverse serie di sculture in ferro battuto, alcune delle quali si attivano ospitando l’opera di un altro artista, in questo caso le sculture di Salvatore Meo.Il confronto con la ricerca di Salvatore Meo nasce dalla volontà di Polichetti di rendere omaggio a un artista del passato che, pur avendo lavorato ai margini del sistema dell’arte, ha influenzato silenziosamente le avanguardie del secondo Novecento. Al centro di questo dialogo ideale ci sono la Roma contemporanea e quella degli anni ‘50 e ‘60, entrambe permeate da una vasta presenza di artisti e da una pluralità di linguaggi in costante e reciproco dialogo.Attraverso questa mostra intergenerazionale, SPAZIOMENSA vuole collocare il recente fermento degli spazi indipendenti romani all’interno di una più ampia tradizione storico-artistica, ricercando elementi di continuità fra le sperimentazioni coeve e quelle condotte nel contesto delle neo-avanguardie.

Salvatore Meo nacque a Filadelfia nel 1914 da genitori italiani. Studiò alla Pennsylvania Museum School of Industrial Art. Dopo il servizio militare, svolto durante la Seconda Guerra Mondiale nel sud del Pacifico, proseguì gli studi presso la Tyler School of Art e la Barnes Foundation. Lavorò nell’atelier di Stanley Hayter ed ebbe rapporti con il Philadelphia Print Club. Nel 1949 all’età di 35 anni grazie alla Fondazione Tiffany poté studiare in Italia e dal 1951 si trasferì stabilmente a Roma iniziando a esporre con una personale alla galleria Chiurazzi. Durante il periodo del Gruppo Origine, la rivista Arti Visive introdusse una nuova generazione di artisti quali Alberto Burri, Piero Dorazio, Enrico Prampolini e Achille Perilli. Meo, redattore di Arti Visive per gli Stati Uniti, promosse i suoi colleghi italiani a Filadelfia e New York dove aveva un secondo studio. Il suo lavoro venne particolarmente apprezzato da Emilio Villa che lo cita nella pubblicazione Attributi dell’arte odierna (1970). Nel 2004, in seguito alla sua morte è stata creata la Fondazione Salvatore Meo per conservare e promuovere la sua eredità artistica. Il suo studio, situato accanto alla Fontana di Trevi a Roma, è stato conservato nella relativa condizione originale e contiene centinaia di lavori realizzati in un periodo di oltre cinquanta anni.Andrea Polichetti è nato nel 1989 a Roma, dove vive e lavora. La sua ricerca si articola in disegni, cianotipie, sculture, neon e stampe che funzionano come input/dispositivi all’interno di installazioni site-specific. Una stratificazione di lavori in cui indaga il lato più intimo dell’essere, la sua relazione con la società e la natura. Le sue ultime mostre personali sono: Gloria y Amigos, The National Exemplar Gallery (Roma-New York, 2018), e A guy and a lady pumped up, Transformer (Washington DC, 2017).Ha preso parte a varie mostre collettive, tra cui: The Club, American Academy in Rome (Roma, 2016), e Artists in Residence, Villa Firenze, Ambasciata italiana presso gli Stati Uniti (Washington DC, 2017). Ha lavorato attivamente alla creazione di mostre indipendenti, come 89/2012, alla gestione del temporary space Da Franco (all’interno di una barberia nel centro di Roma), e di un progetto editoriale di fanzines. Nel 2020 fonda SPAZIOMENSA continuando la sua attività di promotore ed art organiser.

La mostra è accompagnata da un testo critico di Vasco Forconi

da 23/09/21 a 27/11/21

Fondazione Pastificio Cerere

Una personale dell'artista Antonio Della Guardia, a cura di Vasco Forconi

Antonio Della Guardia sviluppa un'indagine sui condizionamenti imposti dal lavoro contemporaneo sul corpo, sui processi cognitivi e sulle sfere più intime della nostra vita privata, rilevandone i segni e allo stesso tempo immaginando forme e strategie poetiche di emancipazione condivisa. Per un Prossimo Reale nasce dall’incontro con gli studi di William Horatio Bates (1860-1931), medico statunitense noto per aver elaborato un metodo di rieducazione della vista senza l’uso di occhiali. Se il metodo Bates è stato oggetto di feroci critiche da parte della comunità scientifica, che ne ha confutato l’effettiva validità terapeutica, la sua forte carica immaginifica lo ha trasformato in un oggetto di culto per studiosi non ortodossi della percezione. Questo metodo, quasi un detrito della ricerca scientifica del XX secolo, rappresenta per l’artista un repertorio di possibili pratiche performative, che egli preleva e trasfigura con libertà, cristallizzandole poi all’interno di dispositivi scultorei e installativi che dispone con precisione dentro lo spazio. Nell’incontro con il visitatore ciascuno di questi dispositivi si trasforma in uno strumento progettato per stimolare processi sopiti, tanto dello sguardo quanto dell’immaginazione. Ne risulta un ambiente, una libera palestra per l’immaginazione, che il pubblico è invitato a esperire in solitudine e con lentezza.

Antonio Della Guardia (Salerno 1990) vive e lavora a Napoli. Mostre personali selezionate: La luce dell’inchiostro ottenebra, Galleria Tiziana Di Caro, Napoli, 2018; Index, Studioconcreto, Lecce, 2018. Mostre collettive selezionate: Burning Speech, a cura di I. Calderoni e B. Follini, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2021; There is No Time to Enjoy the Sun, a cura di F. Del Vecchio, Fondazione Morra Greco, Napoli, 2021; Kizart, video art festival a cura di Nomas Foundation, Videogallery MAXXI, Roma, 2019; The Corrosion of Character, l’uomo flessibile, Q-International, a cura di K. Filyuk e A. Troncone, Izolyatsia Platform for Cultural Initiatives, Kiev, 2019; Mind the gap, a cura di E. Riccomi, Associazione Barriera, Torino, 2018; Samoupravna interesna zajednica u galeriji waldinger, a cura di N. Cvijanovic, Galleria Wladinger, Osijek, 2018; Disio, nostalgia del futuro, a cura di A. Tolve, La Caja, Caracas, 2017; Sensibile comune, le opere vive, a cura di I. Bussoni, N. Martino e C. Pietroiusti, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 2017. Nel 2016 è stato in residenza presso la Fondazione Antonio Ratti di Como. Il suo lavoro è rappresentato dalla Galleria Tiziana Di Caro.La mostra è stata realizzata grazie al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma

da 10/09/21 a 31/10/21

Musei Capitolini

Nelle sale terrene di Palazzo dei Conservatori, un percorso di sette "distretti" per l’innovazione e la rigenerazione della città con il racconto di circa 100 progetti di sviluppo urbano.

Sono circa 100 i progetti di rigenerazione urbana che Roma Capitale mette in campo per consegnare ai suoi abitanti, city user e turisti una città più sostenibile e attrattiva, aperta e condivisa. I progetti – già presentati in parte il 7 e l’8 settembre 2021 al MIPIM di Cannes, la fiera di riferimento in Europa per il mercato del Real Estate – ora si rivelano al pubblico, raggruppati in 7 “distretti” principali, nell’esposizione “Roma, l’Eternità nel Futuro”.

La mostra, a ingresso gratuito, promossa da Roma Capitale con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e la progettazione di Studio Visuale.

Il percorso espositivo, quasi completamente digitale, si pone l’obiettivo di raccontare in un unico ambiente immersivo costituito da rendering, video e disegni, le circa 100 trasformazioni che stanno coinvolgendo e coinvolgeranno l’intera città con l’individuazione di nuovi quartieri residenziali sostenibili, la valorizzazione di distretti creativi e produttivi, con i loro spazi di aggregazione culturale e sociale, oltre a poli per la ricerca e le start-up.

Attraverso lo strumento del PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, la città del futuro prende forma ridefinendo i contorni mutevoli dei suoi quartieri con l’intento di soddisfare l’eterogenea domanda di mobilità nelle aree urbane e periferiche, salvaguardando al contempo le infinite ricchezze che caratterizzano i singoli territori: dalle meraviglie naturali del litorale di Ostia all’atmosfera cosmopolita dell’Esquilino, dal patrimonio artistico e culturale del Centro storico alle utopie novecentesche dell’Eur, fino all’archeologia industriale del quadrante Ostiense. Le porte di accesso alla città, cioè le stazioni ferroviarie e le aree contigue, diventano veri e propri hub attrattivi per le eccellenze della ricerca e la crescita industriale.

Entrando nel percorso espositivo il visitatore trova ad accoglierlo un video introduttivo. In alto, una raffigurazione della Lupa Capitolina a decorazione del soffitto troneggia su un allestimento che rimanda, in piccolo, alla forma del Circo Massimo in cui campeggia una scenografia digitale con i molti progetti futuri, disposti su gradoni e fruibili in video, ripartiti in 7 aree tematiche corrispondenti a 7 distretti della città.

Si parte da La città e il suo mare (Sea District), che da Ostia conduce alla monumentale realtà architettonica dell’Eur, lungo la direttrice di via Cristoforo Colombo. Si attraversa poi la sezione Il nostro sud (South Modern District), concentrata sul quartiere Ostiense e la sua archeologia industriale nata fra il XIX e il XX secolo. Si procede con S.M.I.L.E – La ferrovia che unisce la città (Railway Circle Line), che perlustra i progetti tesi a mettere in risalto la centralità e l’attrattività dei nodi ferroviari. Poi con il decisivo distretto de Il Polo Est (The East Pole), fulcro di una nuova polarità urbana da raggiungere attraverso la riorganizzazione organica e funzionale del quadrante Tiburtina/Pietralata. Con Tante città in una (Geo Areas) vengono raccontati, invece, i mille volti della Capitale attraverso le sue comunità, gli spazi di aggregazione culturali e sociali, i programmi di rigenerazione in tutta la città. La città olimpica (Olympic Vision District) racconta invece l’idea di sviluppo del quartiere Flaminio, tra i più dinamici della città grazie al fermento culturale dei suoi spazi architettonici e artistici. In chiusura, la sezione Al Centro del futuro (Eternal District), con i progetti che, nel rispetto della tradizione, proiettano il centro storico di Roma verso una nuova idea di nucleo urbano.

Tutti i progetti esposti in mostra sono corredati di un proprio codice QR che permette l’approfondimento dei contenuti sulle relative schede online, consultabili al momento o, con più calma, al termine della propria visita. Nelle pagine web si potranno trovare video, ulteriori immagini, testi più dettagliati e l’elenco completo dei crediti di ciascun progetto. Prevista anche la distribuzione di una sorta di catalogo gratuito da portare ovunque per proseguire l’esperienza della visita e acquisire un ruolo sempre più attivo nella costruzione del futuro di Roma.

da 09/09/21 a 10/10/21

ETRU - Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

A Felice Barnabei, fondatore del Museo di Villa Giulia (1889), è dedicata questa mostra curata da Maria Paola Guidobaldi e alla cui progettazione hanno contribuito Antonietta Simonelli, Miriam Lamonaca, Vittoria Lecce e Angela Laganà.Un primo assaggio, e perciò “gocce”, in questo caso di “memorie private”, donate in anni recenti al nostro museo dai suoi generosi discendenti, in attesa delle celebrazioni per il centenario della morte, il 29 ottobre 2022.Sorprendenti disegni autografi realizzati da Barnabei in giovanissima età (donati dalla famiglia Fiegna e restaurati da Barbara Costantini) e la sua collezione archeologica (donata da Roberta Nicoli Barnabei e restaurata da Miriam Lamonaca e Irene Cristofari) vengono per la prima volta esposti al pubblico nella Sala dei Sette Colli dal 9 settembre al 10 ottobre 2021.Completano l’esposizione una singolare caricatura di Felice Barnabei, realizzata in ceramica e a forma di salvadanaio, alcune foto di famiglia, prestate per l’occasione rispettivamente dai pronipoti Peppino Scarselli e Alfredo Celli e due pannelli dipinti da artisti generosi, Giampiero Abate e Bianca Maria Scrugli (albero genealogico della famiglia Barnabei) e Giancarlo Bucci (veduta di Castelli), che hanno in tal modo voluto omaggiare, da artisti, il fondatore del Museo e le sue inattese qualità disegnative che l’esposizione per la prima volta disvela.Un video realizzato da Mauro Benedetti presenta in modo suggestivo tutte le opere donate e i documenti fotografici messi a disposizione da Alfredo Celli.

da 15/09/21 a 31/10/21

Museo di Roma in Trastevere

L’IILA-Organizzazione internazionale italo-latino americana presenta in mostra i progetti del vincitore e dei finalisti del XII PHOTO IILA, premio dedicato a fotografi latinoamericani under 35 realizzato in collaborazione con i Paesi latinoamericani membri dell’IILA.

I fotografi partecipanti alla XII edizione del premio si sono confrontati con il tema “Siamo ciò che mangiamo”, ispirato ad uno dei 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile che fanno parte dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ovvero il numero 2, che si prefigge di “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”. IILA, in quanto Osservatore ONU, porta avanti queste tematiche nel proprio lavoro.

Nel percorso espositivo si possono apprezzare le foto di Santiago Carmona (Colombia), vincitore di questa dodicesima edizione con un progetto realizzato fra il 2018 e il 2020, intitolato Exceso de abundancia, oltre alle opere dei finalisti Pablo Sosa (Uruguay), Menzione d’Onore con il progetto Ensayo sobre soberanía del 2020; Eric Javier Markowski (Argentina), autore del progetto Lo que en la carne se conserva del 2016-2017; Ana Caroline de Lima (Brasile), autrice di un progetto realizzato fra il 2015 e il 2019; Cristian Torres (Colombia), con il progetto “Bodegones, caminos y cocinas” del 2019 e Carlo Tello (Messico), con il progetto “Sentle” del 2020.

Come da regolamento, il vincitore Santiago Carmona realizzerà una residenza di un mese, durante la quale svilupperà un progetto fotografico che avrà come oggetto la città di Roma. Il progetto sarà presentato nell’ambito dell’edizione successiva del Premio, come nel caso di Julieta Pestarino (Argentina), vincitrice della precedente edizione di PHOTO IILA, che esporrà quest’anno Últimas luces (2019).

22/10/21

Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme

Una delle quattro sedi del Museo Nazionale, Palazzo Massimo spicca per la varietà e lo splendore dei manufatti esposti. Visitarlo significa entrare in contatto con la totalità della produzione artistica romana: dai meravigliosi bronzo, tra cui spicca il Pugilatore, agli incantevoli affreschi della Villa di Livia, dove sembra di camminare in un giardino verdissimo e in fiore. Ci soffermeremo anche su sculture eccezionali come la serie di ritratti imperiali, mosaici d’eccezione e sarcofagi colossali, tra cui imperdibile è il cosiddetto sarcofago di Portonaccio. Un vero e proprio tuffo nell’arte romana.

06/11/21

Palazzo Altemps

Palazzo Altemps è oggi una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, quella dedicata in particolare alla storia del collezionismo antiquario romano. Deve infatti il nome al cardinale Marco Sittico Altemps, che nel 1568 acquistò il palazzo quattrocentesco stabilendovi la propria residenza e trasferendovi così la sua collezione di sculture antiche, arricchita da altre collezioni nobiliari (Boncompagni-Ludovisi, Brancaccio, Del Drago, Mattei, Gorga e altre) pervenute allo Stato italiano, quando nel 1982 il palazzo divenne proprietà del Demanio. Alle incredibili collezioni antiche si sommano poi i reperti provenienti da scavi archeologici e quelli recuperati dal mercato antiquario. Ciò fa di Palazzo Altemps uno scrigno di tesori antichi che spaziano dall’antico Egitto all’antica Grecia e all’antica Roma.

16/10/21

Palazzo Altemps

Palazzo Altemps è oggi una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, quella dedicata in particolare alla storia del collezionismo antiquario romano. Deve infatti il nome al cardinale Marco Sittico Altemps, che nel 1568 acquistò il palazzo quattrocentesco stabilendovi la propria residenza e trasferendovi così la sua collezione di sculture antiche, arricchita da altre collezioni nobiliari (Boncompagni-Ludovisi, Brancaccio, Del Drago, Mattei, Gorga e altre) pervenute allo Stato italiano, quando nel 1982 il palazzo divenne proprietà del Demanio. Alle incredibili collezioni antiche si sommano poi i reperti provenienti da scavi archeologici e quelli recuperati dal mercato antiquario. Ciò fa di Palazzo Altemps uno scrigno di tesori antichi che spaziano dall’antico Egitto all’antica Grecia e all’antica Roma.

30/10/21

Palazzo della Cancelleria

Il Palazzo della Cancelleria, iniziato intorno al 1485, è uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale a Roma. Appartenuto ai Riario ed ai Della Rovere, fu adibito a sede della Cancelleria Apostolica nel corso del Cinquecento. La visita permetterà di scoprirne il piano nobile, in cui spiccano il Salone dei Cento Giorni e la sala Riaria, ma anche di visitare i sotterranei e conoscere reperti archeologici molto antichi.

06/11/21

Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano rappresentano il più grande complesso termale del mondo romano. La visita guidata partirà dall’antico calidario davanti alla Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, realizzata all'interno del frigidario, e si snoderà lungo la viabilità moderna fin dentro il Museo Nazionale Romano, dove ammireremo dall’interno alcune aule antiche, nonché il chiostro di Michelangelo e il chiostro Ludovisi, che attualmente ospitano un ricco antiquarium. Un viaggio attraverso i secoli che vi accompagnerà dal 298 d.C. fino ai giorni nostri, dalla tarda età imperiale fino ai grandi artisti del Rinascimento come Michelangelo, illustrando le molteplici funzioni assunte da questo grandioso complesso nel corso del tempo.

22/10/21

Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano rappresentano il più grande complesso termale del mondo romano. La visita guidata partirà dall’antico calidario davanti alla Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, realizzata all'interno del frigidario, e si snoderà lungo la viabilità moderna fin dentro il Museo Nazionale Romano, dove ammireremo dall’interno alcune aule antiche, nonché il chiostro di Michelangelo e il chiostro Ludovisi, che attualmente ospitano un ricco antiquarium. Un viaggio attraverso i secoli che vi accompagnerà dal 298 d.C. fino ai giorni nostri, dalla tarda età imperiale fino ai grandi artisti del Rinascimento come Michelangelo, illustrando le molteplici funzioni assunte da questo grandioso complesso nel corso del tempo.

08/10/21

Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano rappresentano il più grande complesso termale del mondo romano. La visita guidata partirà dall’antico calidario davanti alla Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, realizzata all'interno del frigidario, e si snoderà lungo la viabilità moderna fin dentro il Museo Nazionale Romano, dove ammireremo dall’interno alcune aule antiche, nonché il chiostro di Michelangelo e il chiostro Ludovisi, che attualmente ospitano un ricco antiquarium. Un viaggio attraverso i secoli che vi accompagnerà dal 298 d.C. fino ai giorni nostri, dalla tarda età imperiale fino ai grandi artisti del Rinascimento come Michelangelo, illustrando le molteplici funzioni assunte da questo grandioso complesso nel corso del tempo.

03/10/21

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Primo museo dedicato all’architettura antica, i Mercati di Traiano costituiscono uno dei monumenti più significativi del genio urbanistico romano. Percorrendo le sue aule è possibile immergersi non solo in una realtà costruttiva complessa e affascinante, ma anche nella preziosa raccolta di reperti provenienti dai Fori Imperiali. Tra statue colossali e oggetti di uso quotidiano, i Mercati sono una vera e propria cartina al tornasole della vita sociale e artistica di uno scenario unico nell’Urbe, aperto a ventaglio sugli imponenti resti del Foro di Traiano.

03/10/21

Fori Imperiali

Nell'area archeologica dei Fori Imperiali riaprono eccezionalmente al pubblico il Foro di Traiano e quello di Cesare. La visita guidata, che includerà tutti e cinque i fori, inizierà all'interno del grandioso Foro di Traiano, l’ultimo a essere edificato, e passando sotto via dei Fori Imperiali attraverso le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino si arriverà al Foro di Cesare. Usciremo nuovamente su Via del Fori Imperiali davanti al Foro di Augusto dove si proseguirà la visita al Foro di Nerva, per concludersi presso gli scavi del Foro della Pace di Vespasiano.

27/11/21

Mausoleo di Augusto

Nel corso della visita guidata, della durata di circa 2 ore, ammireremo innanzitutto l’esterno del più grande mausoleo di età romana, voluto dal primo imperatore nel 28 a.C. come monumento funerario dinastico in cui fossero seppelliti non solo i membri della gens Giulia cui Augusto apparteneva, ma anche gli amici più stretti. Alla visita esterna seguirà quella interna del mausoleo, per la cui forma e grandezza Augusto si ispirò forse alla tomba di Alessandro Magno ad Alessandria d’Egitto. Il mausoleo, il cui ingresso era fiancheggiato da due obelischi, ospitò diversi imperatori e membri della famiglia imperiale da Marco Claudio Marcello nel 23 a.C. fino a Nerva nel 98 d.C. Con la fine dell’età imperiale, iniziarono le spoliazioni, finché nel XII secolo l’edificio viene fortificato dai Colonna, poi nel corso dei secoli adattato a giardino, vigna e nel 1780 in anfiteatro e tale resterà fino agli anni Trenta, quando viene riportato alla luce in seguito alle demolizioni sia delle strutture moderne che vi gravano sopra, che dei palazzi circostanti.

12/11/21

Mausoleo di Augusto

Nel corso della visita guidata, della durata di circa 2 ore, ammireremo innanzitutto l’esterno del più grande mausoleo di età romana, voluto dal primo imperatore nel 28 a.C. come monumento funerario dinastico in cui fossero seppelliti non solo i membri della gens Giulia cui Augusto apparteneva, ma anche gli amici più stretti. Alla visita esterna seguirà quella interna del mausoleo, per la cui forma e grandezza Augusto si ispirò forse alla tomba di Alessandro Magno ad Alessandria d’Egitto. Il mausoleo, il cui ingresso era fiancheggiato da due obelischi, ospitò diversi imperatori e membri della famiglia imperiale da Marco Claudio Marcello nel 23 a.C. fino a Nerva nel 98 d.C. Con la fine dell’età imperiale, iniziarono le spoliazioni, finché nel XII secolo l’edificio viene fortificato dai Colonna, poi nel corso dei secoli adattato a giardino, vigna e nel 1780 in anfiteatro e tale resterà fino agli anni Trenta, quando viene riportato alla luce in seguito alle demolizioni sia delle strutture moderne che vi gravano sopra, che dei palazzi circostanti.

31/10/21

Mausoleo di Augusto

Nel corso della visita guidata, della durata di circa 2 ore, ammireremo innanzitutto l’esterno del più grande mausoleo di età romana, voluto dal primo imperatore nel 28 a.C. come monumento funerario dinastico in cui fossero seppelliti non solo i membri della gens Giulia cui Augusto apparteneva, ma anche gli amici più stretti. Alla visita esterna seguirà quella interna del mausoleo, per la cui forma e grandezza Augusto si ispirò forse alla tomba di Alessandro Magno ad Alessandria d’Egitto. Il mausoleo, il cui ingresso era fiancheggiato da due obelischi, ospitò diversi imperatori e membri della famiglia imperiale da Marco Claudio Marcello nel 23 a.C. fino a Nerva nel 98 d.C. Con la fine dell’età imperiale, iniziarono le spoliazioni, finché nel XII secolo l’edificio viene fortificato dai Colonna, poi nel corso dei secoli adattato a giardino, vigna e nel 1780 in anfiteatro e tale resterà fino agli anni Trenta, quando viene riportato alla luce in seguito alle demolizioni sia delle strutture moderne che vi gravano sopra, che dei palazzi circostanti.

15/10/21

Mausoleo di Augusto

Nel corso della visita guidata, della durata di circa 2 ore, ammireremo innanzitutto l’esterno del più grande mausoleo di età romana, voluto dal primo imperatore nel 28 a.C. come monumento funerario dinastico in cui fossero seppelliti non solo i membri della gens Giulia cui Augusto apparteneva, ma anche gli amici più stretti. Alla visita esterna seguirà quella interna del mausoleo, per la cui forma e grandezza Augusto si ispirò forse alla tomba di Alessandro Magno ad Alessandria d’Egitto. Il mausoleo, il cui ingresso era fiancheggiato da due obelischi, ospitò diversi imperatori e membri della famiglia imperiale da Marco Claudio Marcello nel 23 a.C. fino a Nerva nel 98 d.C. Con la fine dell’età imperiale, iniziarono le spoliazioni, finché nel XII secolo l’edificio viene fortificato dai Colonna, poi nel corso dei secoli adattato a giardino, vigna e nel 1780 in anfiteatro e tale resterà fino agli anni Trenta, quando viene riportato alla luce in seguito alle demolizioni sia delle strutture moderne che vi gravano sopra, che dei palazzi circostanti.

03/10/21

Galleria Borghese

Il Casino Borghese, immerso nello splendido parco di Villa Borghese, è uno scrigno che custodisce dipinti e sculture che coprono un arco temporale che va dalla metà del Quattrocento alla fine del Settecento, a cui si aggiungono le molte sculture di epoca romana. Voluto dal Cardinale Scipione Caffarelli Borghese all'inizio del Seicento, l'edificio custodisce opere di Caravaggio, Bernini  Raffaello e Tiziano. La visita permetterà di ammirare i molti capolavori del museo immersi in un'atmosfera suggestiva e consentirà di apprezzare pienamente la bellezza delle sale quasi prive di visitatori.

24/10/21

Chiesa San Girolamo della Carità

Visita con permesso speciale alla San Girolamo della Carità in via di Monserrato, a due passi da Piazza Farnese, sempre chiusa al pubblico.Un luogo ricco di storia, che conserva un prezioso aspetto barocco, anche se la sua storia è ben precedente.Rifondata alla fine del Cinquecento da San Filippo Neri, proprio nel luogo in cui dimorò San Girolamo durante il suo soggiorno romano, la chiesa appare piccola dall’esterno con la facciata schiacciata dai palazzi successivi.Al suo interno custodisce due opere architettoniche del barocco e del tardo barocco romano di assoluta rarità: la cappella Spada ultimo lavoro del Borromini e la cappella Antamoro di Filippo Juvarra entrambe caratterizzate da una sfarzosa decorazione in marmi policromi.Concluderemo la nostra visita presso la piazza della Chiesa Nuova, nell’isola dei Padri Oratoriani.