RASSEGNA STAMPA

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Le note di ricerca su Manolo Gambini raggiungono anche la maremma e la bassa Toscana. Qui Gambini era stato arrestato per...
Entra nel vivo il piano di sostituzione delle alberature presenti su via Appia Nuova. Entro la primavera saranno sostituite
I bandi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Le scadenze, i requisiti e le modalità di iscrizione
Il quartier generale del club tuscolano si è di nuovo riempito dopo la pausa per le festività natalizie
Assessore Centorrino (Mun 8): "Abbiamo già interessato il Servizio Giardini"
Il totale dei casi esaminati superano quota 190mila. Anche il centrocampista della Roma Nicolò Zaniolo è risultato positivo...
L’inverno è una delle stagioni più fredde dell’anno e alcune razze di gatti soffrono particolarmente le temperature basse...
Oltre la petizione, una lettera al Prefetto per chiedere più sicurezza. Tra le richieste del comitato anche l’illuminazione...
Tg Roma e Lazio, le notizie del 18 gennaio 2021
La coppia è stata arrestata dalla polizia a largo Perestrello, al Prenestino
Una conferenza stampa per presentare il resoconto della sua attività. Tutti i dettagli
Confartigianato: "Ristoratori e baristi già stremati vedranno con le nuove restrizioni i loro incassi ridursi ancora di più...
Il riconoscimento internazionale è stato conferito ad appena 21 centri nel mondo e a 11 in Europa. Il Gemelli è l'unico in...
La realizzazione si inserisce all’interno del ‘Museo delle periferie’ ideato da Giorgio De Finis
Alla provincia di Roma oltre il 90% dei fondi destinati al Lazio. Serviranno a realizzare tre operazioni
Le prime dosi saranno iniettate il 1° febbraio. Con un solo click si riceveranno le date
Umberto I, il piccolo è fuori pericolo. La droga caduta sul divano dove l’uomo si era seduto poco prima. La corsa in ambulanza da Civita Castellana, poi le indagini della polizia. I genitori rischiano l’accusa di maltrattamenti in famiglia
La 14enne è in terapia intensiva al Policlinico Gemelli. A dare l’allarme è stata un’amica che stava con lei, e forse con altre persone. A terra due bottiglie di vodka, succo di frutta e bicchieri. Indagini su dove hanno acquistato i superalcolici
In molti istituti è stato boicottato il ritorno sui banchi. Protesta davanti al MiurSit in al Pantheon e a piazza del Popolo: «Chiediamo più sicurezza e investimenti»
il Gruppo romano supermercati, chiude così un 2020 in cui è stato vicino alle associazioni sul territorio ed agli enti che hanno combattuto il coronavirus
Enit, la scorsa primavera, stimava meno 60,5% di stranieri in città nel 2020
Si aggrava la situazione nei reparti Covid, dove i ricoverati sono aumentati a 2.885 (119 in più di ieri) e i pazienti in Terapia intensiva a 315 (ancora altri 19)
Ad annunciarlo è stato lo stesso calciatore della Roma sul suo profilo Instagram. «Ho iniziato subito la quarantena. Spero di tornare ad allenarmi a Trigoria prima possibile»
Il tasso di crescita è stato pari a +1,03%, contro una media nazionale dello +0,32%. Il numero totale al 31 dicembre 2020 è pari a 657.968
Per niente intimorito dalla presenza umana, né infastidito da chi gli scattava foto, l’animale passeggiava in cerca di cibo
Tutti bianchi, tanti quante sono state le vittime della tragedia in Abruzzo. Uno a forma di cuore e di colore rosso per la moglie Valentina sepolta a 32 anni sotto le macerie
Fu deportato dall’isola di Rodi, allora provincia italiana, nel campo perse il padre e la sorella: «Farlo è necessario per noi e gli altri, specie alla nostra età. La vita ci propone sfide inaspettate e spesso molto dure, ma abbiamo in noi la forza per superarle»
Luigino Seri, 61 anni, era titolare di un forno molto conosciuto nella cittadina, e anche di un altro a Genzano. Domenica sera ha cercato di raggiungere la sua abitazione al primo piano passando dal balcone, ma è scivolato ed è precipitato per dieci metri
A perdere la vita un 38enne toscano da tempo residente a Roma. I vigili urbani hanno effettuato i rilievi e non viene nemmeno esclusa la presenza di un altro veicolo
La campagna entrerà nel vivo con AstraZeneca, che l’Ema valuterà il 29 gennaio. Vaia: «Poi a giugno dovrebbe arrivare quello di ReiThera in sperimentazione allo Spallanzani». A Fiumicino dall’1 febbraio una postazione per iniettare anche 5mila dosi

da 20/10/20 a 27/02/21

La Fondazione

Mostra curata da Pier Paolo Pancotto.

da 19/01/21 a 07/03/21

Casa Vuota - spazio espositivo

Un letto che tra le lenzuola trattiene visioni, poster alle pareti, un vecchio televisore. Schermi come specchi. Lo spettro di un’identità multiforme abita le stanze di Casa Vuota che diventa orizzonte di delizie e tormenti, raccogliendo le testimonianze di una erratica ricerca interiore attraverso il lavoro incrociato di due artiste. Lo spazio espositivo domestico di via Maia 12 a Roma ospita dal 19 gennaio al 7 marzo 2021 la mostra Double Fantasy di Milica Ćirović (Belgrado, Serbia, 1984) e Ola Czuba (Lodz, Polonia, 1984), curata da Gaia Bobò. Un progetto unitario pensato e realizzato dalle artiste per abitare lo spazio del Quadraro in un dialogo serrato tra le opere, le poetiche e le stanze consunte dell’appartamento. La presentazione al pubblico è prevista martedì 19 gennaio dalle ore 17 alle 21 e per partecipare è necessario prenotarsi al numero di telefono 3928918793, all’email vuotacasa@gmail.com oppure scrivendo alle pagine Instagram e Facebook di Casa Vuota. Dopo l’inaugurazione, la mostra è visitabile su appuntamento. Double Fantasy riprende il titolo dall’album del 1980 di John Lennon e Yoko Ono e si articola in una scenografia intima e conturbante che connota l’arredo domestico come un terreno di contraddizioni e fragilità, attivato dall’indagine attorno a tematiche femministe e di genere. “Milica Ćirović e Ola Czuba restituiscono a Casa Vuota la sua qualità originaria di spazio abitato e abitabile, lavorando con sguardo prismatico sul tema della ricerca identitaria”, spiegano Sabino de Nichilo e Francesco Paolo Del Re, direttori artistici dello spazio espositivo. Il percorso della mostra è segnato dalla giustapposizione di opere che spaziano dal video alla fotografia e all’installazione, evocando atmosfere oniriche e delicati atti di rivoluzione. Un continuo rovesciamento di ruoli e punti di vista è una spinta propulsiva che, suggeriscono Ćirović e Czuba, si origina dai meandri più intimi del vissuto: dalla libertà sessuale all’autoerotismo, dal rifiuto della necessità di una definizione di genere alla crisi della cultura patriarcale. “Milica Ćirović – scrive la curatrice Gaia Bobò – pone al centro della sua indagine il proprio corpo come luogo di esplorazione di diversi generi, contesti sociali e ruoli di potere. L’immagine è uno strumento in cui i confini di genere sfumano, dove l’individuo trova se stesso come propria unità di misura e si riscopre nello spazio lirico della propria pelle. Il tema della fluidità di genere, comune a entrambe le ricerche, si esplicita nella pratica di Ola Czuba attraverso il ribaltamento dei ruoli e confini tradizionali, ipotizzando una rinnovata condizione di apertura. L’artista rivela il peso degli stigmi culturali ereditati dal passato scovandone i nascondigli, e invitando lo sguardo ad affilarsi per riconoscere le insidie di questa eredità”. Milica Ćirović (Belgrado, Serbia, 1984) si è diplomata nel 2017 all’Accademia di Belle Arti di Roma, la città dove vive. Nella sua arte usa il suo corpo per mettere in discussione i problemi di identità, genere e sessualità attraverso l’uso della fotografia e del video. È stata vincitrice della V edizione del Premio ORA, selezionata per il Premio YICCA nel 2019 e finalista nella sezione fotografia del concorso internazionale per il Premio COMBAT nel 2014. Nel 2015 espone a Codice Italia Academy, progetto organizzato nell’ambito del programma del Padiglione Italia 2015 in occasione della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, nella sezione dedicata agli artisti emergenti delle accademie italiane curata da Vincenzo Trione nello storico Palazzo Grimani. Nel 2019 ha esposto il suo lavoro all’Accademia Ungherese di Roma nell’ambito della mostra Uno, nessuno e centomila, curata da Maja Daina Titonel. Durante il suo percorso artistico è stata selezionata per laboratori dove ha lavorato con artisti come Antoni Muntadas e Antonio Biasiucci. Nel 2020 è stata invitata a fare la parte della giuria del Premio Yicca. Ola Czuba (Lodz, Polonia, 1984), vive e lavora a Roma. È diplomata in Arti Multimediali e Tecnologiche all’Accademia di Belle Arti di Roma. Lavora con video, performance e installazione. Le principali mostre collettive a cui è stata invitata sono Silenzio per Favore curata da Adina Pugliese alla Fondazione Aria di Pescara, Quattro artisti al castello curata da Cecilia Casorati al Castello di Santa Severa, Paesaggi Elettronici, selezione video di Teresa Macrì, Gabriele Simongini, Lea Mattarella e Federica Pirani al Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma, Control Reversal curata da Marta Silvi e Carla Capodimonti al Palazzo Candiotti di Foligno, Mapping the Town curata da Claudio Libero Pisano e Francesca Lilli al Museo Pietro Canonica di Roma, Ieri, Oggi, Domani curata dall’Accademia di Belle Arti di Roma presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati, M/AAV, Manifesti: Appunti per un’Autonomia della Visione curata da Spazio Y all’interno di Manifesta 12 presso Palazzo Savona a Palermo; TENT Academy Awards, selezione video di Pier Paolo Pancotto, Rossana Miele e Chiara Agnello, presso lo Stichting Centrum Beeldende Kunst di Rotterdam. Gaia Bobò (Noto, 1995) è una critica d’arte e curatrice indipendente laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, con un master in Management per le Risorse Artistiche e Culturali presso l’Università IULM. Tra le mostre recentemente curate si ricordano A Word that Troubles alla Temple University di Roma, Controverso. Arte per Fraintenditori di Lamberto Pignotti alla Galleria CONTACT artecontemporanea di Roma, Fino a qui di Daniele Spanò e Sparkling matters di Matteo Nasini al Museo archeologico di Formello - Art Forum Würth Capena, ICH. Intangible cultural Heritage alla HFBK Gallery di Amburgo e Prometeo di Dario Coletti al Centro Filarmonico di Savoca (ME). Scrive per exibart, Artribune e Filosofia in Movimento; ha inoltre scritto per le riviste Inside Art e Rivista Segno.A cura di: Gaia Bobò

da 20/12/20 a 31/01/21

Stazione ferroviaria Roma Termini

Settant’anni della nuova Roma Termini. La stazione della Capitale, il maggiore scalo ferroviario del Paese per grandezza e traffico, oltre che uno fra i principali d’Europa, celebra i suoi sette decenni di storia iniziati il 20 dicembre 1950, con l’inaugurazione del Dinosauro, la pensilina su piazza dei Cinquecento. Simbolo della voglia di ripartenza, in un’Italia ancora alle prese con le conseguenze della guerra, il Dinosauro e la nuova Stazione hanno cambiato il volto della vecchia Termini attiva fin dal 20 aprile 1873, e hanno rappresentato un esempio di modernità nel mondo.

Dal 20 dicembre 2020, e fino a gennaio 2021, Roma Termini si racconta con una mostra fotografica diffusa. Installazioni, video e immagini, la maggior parte conservati nell’archivio della Fondazione FS Italiane, che ricordano storie, aneddoti e curiosità della stazione capitolina. Fra le immagini esposte, anche alcuni scatti social di Railway Heart, la rubrica fotografica di Ferrovie dello Stato Italiane. L’atrio e la galleria gommata ospitano 5 installazioni, di cui 4 esagonali ed una pentagonale, ciascuna con una tematica specifica, mentre da piazza dei Cinquecento, sul lato esterno delle vetrate dell’atrio, sono visibili 15 vetrofanie con immagini storiche in bianco e nero. Un viaggio che continua anche sui social network, attraverso l’hashtag #Termini70, con il quale è possibile condividere i propri ricordi sulla stazione.

da 14/01/21 a 06/02/21

B JESUS!Progetto artistico itineranteIdeatore e curatore Guillermo Mariotto Con la collaborazione dell’associazione Caput New Mundi e di Eileen Tasca

L’installazione artistica, che dopo Roma continuerà il suo viaggio in altri comuni italiani, ha la forma e i colori dell’Italia visti dal cielo, con una dimensione di 20 metri di lunghezza per 14 metri di larghezza.

"B-Jesus è un progetto artistico che intende recuperare il senso di comunità e dei valori umani, attraverso la creatività italiana, un modo dinamico di creare un ponte di legami fra grandi, giovani e bambini”, afferma il direttore artistico Guillermo Mariotto.

Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito scultori, architetti, gioiellieri, orafi, ingegneri, designer e stilisti, con la partecipazione degli artisti dell’Associazione Amici dell’arte moderna a Valle Giulia, della Galleria Vittoria di Roma e della RUFA, Rome University of Fine Arts.

Inclusiva, sostenibile e partecipata, l'opera si compone di “figure robotizzate”, proiezione ideale nel futuro di messaggi legati all’inclusione, alla spiritualità, alla condivisione. È stata realizzata con il coinvolgimento degli studenti delle accademie di belle arti e di moda e delle scuole di ogni ordine e grado, di cittadini, chiamati a proporre e realizzare i personaggi, utilizzando anche materiali da riciclo e associando a ogni figura un superpotere: un valore o una virtù.

B Jesus! è formato da 250 sagome triangolari con lastre in gres porcellanato, create da Iris Ceramica Group, che compongono il profilo dell’Italia. È stato progettato in 3d dall’artista e scultore Pellegrino Cucciniello e prodotto e strutturato dall’ingegnere, artista e scultore Giuseppe Verri, con l’ausilio di M2 INGEGNERIA. L’illuminazione è stata realizzata da ACEA.

Tra gli artisti che hanno preso parte alla realizzazione dell’opera ci sono, tra gli altri, Tommaso Cascella, Serafino Maiorano, Bruno Ceccobelli, Federico Paris, Davide Dormino, Marco Guglielmi Reimmortal. Reimmortal ha composto le musiche, mentre i testi e la voce narrante sono di Danielle Sassoon.

Il progetto, promosso da Roma Capitale, ha il patrocinio di RAI per il Sociale, del Comune di Viterbo, del Comune di Lanuvio, il supporto di Elt Elettronica Group e degli sponsor tecnici ACEA, IRIS Ceramiche, M2 INGEGNERIA, Lazio Innova -  FABLAB.

da 16/01/21 a 22/01/21

Emozioni in viaggioMostra pittorica e fotografica a OstiaEmozioni in Viaggio è il nome della particolare mostra dell’artista Laila Scorcelletti, in arte “Laila”, che andrà in scena al porto di Ostia presso la Galleria d’Arte Ess&rre, diretta da Roberto Sparaci, con vernissage sabato 16 gennaio alle ore 16. Allieterà l'apertura il violino di Federica Quaranta. Curatrice della mostra è Alessandra Antonelli.E’ una esposizione di opere nate dall’impulso creativo ispirato alle memorie di viaggio del fotografo “Nico” - Giuseppe Di Benedetto.Si tratta di un affascinante ed originale esperimento volto ad associare all’esperienza fotografica l’ispirazione pittorica.Nel susseguirsi delle foto di “Nico” e dell’istinto rappresentativo di “Laila”, il percorso del visitatore diviene un continuo indagare l’interiorità dei due artisti da un punto di vista estetico, simbolico ed emozionale.Undici scatti di sensazioni per undici impressioni dell’artista Laila, che nell’occasione prosegue un'altra esplorazione, quella stilistica e della sua personale nonché poliedrica narrazione.Laila è infatti una scrittrice, cantante ed autrice teatrale che ha saputo coniugare l’impegno sociale alle tradizioni che la legano sia alle origini della famiglia che alle radici della sua vita a Roma.Una mappa del mondo è posta nella mostra, forse per non smarrirsi tra le diverse emozioni, geolocalizzate dal fotografo in viaggio, ma nello stesso tempo aperte ad una più personale esperienza offerta dal vortice creativo dell’opera d’arte associata da “Laila”.L’esperienza proposta dalla mostra è proprio un viaggio sia fisico nei luoghi impressi nelle istantanee di “Nico”, sia trascendentale nell’emozione raccontata sia dal fotogramma che dall’esplosione figurativa della penna a biro di “Laila”, con un susseguirsi di concatenate suggestioni. Ogni foto è quindi una singola serratura da cui intravedere un sussulto personale della propria anima … “la chiave”.L'immagine fotografica è considerata da gran parte dei critici al pari delle discipline pittoriche, nonostante l'evidente differenza caratteristica, in quanto il soggetto stesso esercita un richiamo profondo che cattura la sensibilità dell'artista e ne dirige lo scatto. Ebbene in questa mostra le sensazioni sono il collante tra le due arti, un ponte emozionale tra la foto che cattura l’anima nell’attimo vissuto e l’estro creativo dell’artista.Anche la scelta di esporre in questo periodo al Porto Turistico di Roma assume il significato simbolico di salpare al più presto alla ricerca di luoghi, emozioni, culture e sicuramente di noi stessi.

da 13/02/21 a 10/04/21

Matèria

Carie, mostra personale di Stefano Canto (Roma, 1974), a cura di Giuliana Benassi

Canto presenta un nuovo corpus di opere, frutto di una ricerca iniziata nel 2009, che riflette la spina dorsale del suo intero processo artistico. Il titolo della mostra è preso in prestito dal vocabolario della botanica e fa riferimento alla decomposizione di tessuti vegetali dovuta all’azione di parassiti fungini, detti appunto “carie”.

L’artista ha concepito tutte le opere a partire da tronchi e pezzi di corteccia di alberi raccolti sul ciglio della città, tutti deperiti e svuotati al loro interno a causa del lavorio di putrefazione dovuto alle carie lignee. Ed è proprio da questo vuoto che nasce il processo scultoreo dell’artista, dall’avvicinamento alle masse arboree deteriorate, dall’azione di rigenerazione attraverso innesti cementizi, dal riempimento delle cavità con costruzioni architettoniche. Laddove c’è assenza, l’artista impone una presenza costruttiva.

La vitalità del vuoto trionfa, la sua immanente presenza scultorea invade la galleria accompagnando il visitatore in un bosco di opere che ridisegna architettonicamente gli spazi espositivi come una grande installazione site-specific. Come nota Giuliana Benassi: «lo spazio espositivo sembra trasformarsi in un paesaggio, un paesaggio non idilliaco, ma cadenzato dalla costante parresia dialogica tra natura e architettura, dove l’una prende ispirazione dall’altra e viceversa».

Dopo la pubblicazione che ha accompagnato la mostra del 2019 Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento, si rinnova la collaborazione tra Stefano Canto e Fiorenza Pinna, designer e curatrice, con un nuovo volume realizzato in occasione di Carie, da cui prende il titolo. Il libro si colloca all’interno di un progetto editoriale che prevede la collaborazione a lungo termine tra Pinna e Canto, volta a esaminare e documentare il processo dell’artista durante l’arco di tre mostre personali in galleria.

Stefano Canto è nato a Roma nel 1974, dove si è laureato in Architettura nel 2003 e dove attualmente vive e lavora. Le sue produzioni artistiche si esprimono attraverso la poetica del luogo, passando attraverso le implicazioni sociali insite nel rapporto tra uomo e architettura. La sua ricerca ha avuto inizio dall’osservazione dell’ambiente circostante, inteso come una realtà complessa, polimorfa e polisemantica, costituita da molteplici elementi, in continuo dialogo gli uni con gli altri, dotati di una propria identità e di proprie valenze simboliche, evocative e comunicative. I medium espressivi prediletti da Canto sono la scultura e l’installazione site-specific e come materiali di utilizzo per le sue creazioni si nota una certa continuità nell’uso di elementi e materie provenienti dall’edilizia ad esempio il cemento, associato a materiali naturali come acqua, piante, alberi, ecc.

I suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie e istituzioni, tra le quali Manifesta 12 Palermo; Viafarini Milano; Museo dell’IFAN Biennale Dakar, Senegal; American Academy in Rome; Biennale Di Kochi Muziris, India; MAXXI, MACRO Roma; Matèria Roma; Museo della Triennale Milano; Museo RISO Palermo, Corpo 6 Gallery Berlino; Museo Carandente Spoleto; Fondazione Rocco Guglielmo Catanzaro; Museo Civico del Marmo Carrara. Nel 2005 è stato vincitore del Premio Roma e nel 2009 del Premio Terna 02.

da 14/01/21 a 11/03/21

Gagosian Gallery

Una mostra di opere di Richard Artschwager appartenenti a un periodo chiave della sua carriera che va dal 1964 al 1987.

Il lavoro di Artschwager, associato a molti generi ma conforme a nessuno di essi, è stato variamente descritto come Pop, perché incorpora oggetti quotidiani e materiali commerciali; come Minimal, per le sue forme nitide e la sua presenza solido-geometrica; e come Concettuale, per il suo coinvolgimento intellettuale con il significato. Questa rara rassegna dei primi decenni della ricca carriera di Artschwager testimonia la sua abilità nel riorganizzare le strutture percettive, mettendo a confronto diretto il mondo illusorio e figurato delle immagini con quello concretamente umano degli oggetti.

Attraverso variazioni di scala e trasposizioni di forme e materiali, le opere di Artschwager sollecitano una continua rivalutazione dello spazio e del tempo, suggerendo narrazioni articolate, complessità compositive al tempo stesso ordinarie e surreali. Impiegando materiali sintetici, commerciali e industriali, Artschwager ha trasformato le sue fonti con quella imperturbabile arguzia visuale che rende “inusuale” il familiare. Nel 1962 l’artista inizia a utilizzare la Formica, un materiale radicalmente anticonvenzionale e di “bassa” qualità, noto all’epoca per essere utilizzato nella realizzazione delle superfici lisce dei banchi. La sua finitura lucida e marmorizzata è riconoscibile negli oggetti di vita quotidiana e presenta al tempo stesso una somiglianza astratta con la pittura espressionista. I primi anni Sessanta segnano anche l’inizio dell’uso sperimentale da parte di Artschwager del Celotex: un materiale molto ruvido, composto da fibre di canna da zucchero compressa, che utilizzava come base per i suoi singolari dipinti in grisaille, nei quali l’originalità del materiale industriale si confonde con le linee disegnate a mano. Queste composizioni erano spesso basate su soggetti sia arcani che ordinari; Interior (1964), per esempio, è un’immagine prospettica, semi-astratta e diagrammatica dell’interno di una stanza, che si restringe con il progredire della percezione della profondità.

Le opere scultoree di Artschwager dimostrano come l’artista abbia integrato le competenze artigianali nella sperimentazione intellettuale e formale della percezione e della composizione. In Sliding Door (1964), l’anta di un armadietto proietta un’ombra all’interno del pallido interno dell’opera generando un motivo in continuo cambiamento che si sposta insieme alla luce e ai movimenti dello spettatore attorno all’oggetto. Untitled (1965), realizzato in formica e legno, utilizza allo stesso modo la curvatura di un cerchio; sebbene non funzionale, imita l’estetica utilitaristica di un altoparlante o di un elettrodomestico, dimostrando la capacità di Artschwager di soddisfare le nostre aspettative rispetto a un oggetto o a un quadro solo per poi sovvertirle.

Un catalogo illustrato bilingue è pubblicato in occasione della mostra, con un saggio del curatore Dieter Schwarz.

Richard Artschwager è nato nel 1923 a Washington, DC, ed è morto nel 2013 ad Albany, New York. I suoi lavori sono inclusi, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Kunstmuseum Wolfsburg, Germania; Museum Ludwig, Colonia, Germania; Staatsgalerie Stuttgart, Germania; Centre Pompidou, Parigi; Tate, Londra; Museum of Modern Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; e Art Institute of Chicago. Tra le mostre si annoverano: Painting Then and Now, Museum of Contemporary Art, North Miami, FL (2003); Up and Down/Back and Forth, Deutsche Guggenheim Berlin (2003); Hair, Contemporary Art Museum, Saint Louis (2010); Richard Artschwager!, Whitney Museum of American Art, New York (2012, ha viaggiato all’Hammer Museum, Los Angeles; all’Haus der Kunst, Monaco; e al Nouveau Musée National de Monaco); e Punctuating Space: The Prints and Multiples of Richard Artschwager, Frances Lehman Loeb Art Center, Vassar College, Poughkeepsie, NY (2015).

Una retrospettiva dell’opera di Artschwager, curata dal rimpianto Germano Celant, è stata inaugurata al Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto nell’ottobre 2019 spostandosi poi al Guggenheim Museum di Bilbao nel febbraio 2020.

da 05/12/20 a 23/01/21

Galleria Rosso20sette

Canditi al VelenoMostra di Demetrio Di GradoA cura di Francesco PiazzaCoordinamento: Vassilis Karampatsas

Ironia grottesca e dolorose verità nei collage analogici di Demetrio Di Grado, affermato street artist siciliano, in mostra da Rosso20sette. Il coraggio e la passione dello staff della galleria Rosso20sette ha fatto sì che Canditi al Veleno, questo il nome scelto per la mostra, fosse inaugurata lo scorso 5 dicembre, in un momento di grande incertezza per futuro del Paese. La personale, curata da Francesco Piazza, ha lo straordinario potere di portare lo spettatore indietro nel tempo per permettergli di osservare con più lucidità i tempi odierni. Grazie a questi lavori esposti abbiamo la possibilità di ritornare con la fantasia ai ruggenti anni ’50, epoca del boom economico.Quello che ci colpisce immediatamente è che la donna assume un ruolo centrale in tutte le opere in mostra. Madre amorevole, moglie irreprensibile, sempre con il sorriso sulle labbra. Le donne di quell’epoca sono le vere vestali dei tempi moderni. Ed è su questa edulcorata immagine che Di Grado inserisce l’ironia che da sempre lo contraddistingue. Lo stereotipo della donna modello, tipico di quegli anni, viene smontato. Le opere esposte sono dei collage analogici di varie dimensioni.

da 28/12/20 a 31/01/21

Oratorio di Sant'Andrea al Celio

Upside Down: la Città Eterna come la vorreste dimenticare, è la mostra di fine anno del fotografo Danilo Mauro Malatesta, fino al 31 gennaio, presso la Chiesa Rettoria di Sant’Andrea al Celio.Un spazio espositivo a ingresso libero, dedicato a chi ha vissuto Roma nei 60 giorni del lockdown, Upside Down è un omaggio alla città svuotata e surreale. Uno spettacolo inquietante, che l’artista ha saputo trasformare in visione metafisica.Gironzolando fra le più belle piazze della Capitale con lembi di manichino in spalla, Malatesta ha raccolto 32 scatti -si spera- irripetibili, talvolta ironici e sempre profondi. Scatti concettuali che l’autore ha avuto il piacere di illustrare anche a Carabinieri e agenti di Polizia, puntualmente intervenuti sulla scena nel corso delle operazioni di controllo.Dall’amore interrotto allo spaesamento intellettuale; dall’individualismo ostinato al turismo svanito; fino al sogno proibito di due passi all’aperto. I fantocci di Upside Down si fanno interpreti della quarantena dei romani.Al centro dell’allestimento, si erge una camera oscura, riservata ad una creazione in Ambrotipia (Wet Plate Collodion). All’interno, emerge dal buio l’opera “De Secunda Pietate”: un Cristo che tiene fra le braccia la Madonna sofferente. Il paradigma invertito de La Pietà, impresso su nove lastre di vetro, è una carezza di luce che Malatesta dedica alle famiglie travolte dal Coronavirus.Al volgere di questo anno che nessuno potrà dimenticare, UPSIDE DOWN offre un ponte in bianco e nero fra l’indifferenza del prima e la voglia di vita che già ci fa immaginare il dopo.

da 19/12/20 a 28/02/21

Giardino di Sant'Alessio

OPEN BOX  - L’arte contemporanea nei giardini dell’Aventino

Promosso da: AdA , I MunicipioUn progetto di: AdA-Cultura, Alessandro Olivieri / Mara van Wees
Opere di: Paolo Buggiani, Tommaso Cascella, Publia Cruciani, Marco Fioramanti, Riccardo Monachesi, Giulia Ripandelli, Ninì Santoro, Mara van Wees,
Il progetto espositivo è incentrato sul dialogo tra la scultura contemporanea e gli spazi verdi adottati da AdA, in collaborazione attiva con l'Ufficio Giardini, e persegue le finalità statutarie dell’Associazione Amici dell’Aventino di custodia e valorizzazione dei luoghi dell'Aventino.Un progetto pilota che, in questi tempi di “chiusure e clausure”, dà il via alla trasformazione degli spazi verdi dell’Aventino in gallerie d’arte all’aperto, in “open boxes”, e che vuole dare la possibilità ad artisti di esporre le proprie opere per un periodo limitato in un contesto paesaggistico e storico unico.Nel prossimo futuro si prevede di raccogliere nuove proposte espositive, dare voce agli “under 35”, e creare una galleria dinamica con l’esposizione a rotazione delle opere.La Fondazione Sorgente Group, sponsor del progetto, guidata da Valter e Paola Mainetti, da molti anni è attiva con iniziative volte al miglioramento e riqualificazione degli spazi verdi dell’Aventino, con un particolare interesse per il Giardino degli Aranci. Quest’occasione rappresenta un connubio perfetto per sostenere i nostri patrimoni storico-ambientali ed artistici.Questa prima edizione propone otto artisti: tra le mura protette del giardino di Sant’Alessio, Buggiani, Cascella, Monachesi e Santoro si esprimono con materiali duraturi come ferro, acciaio e ceramica, mentre Cruciani, Fioramanti, Ripandelli e van Wees hanno scelto gli spazi aperti dei giardini Piero Piccioni e di piazza Albina, per le loro istallazioni site-specific e landart.

da 04/12/20 a 28/02/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Palazzo Barberini la mostra L'ora dello spettatore. Come le immagini ci usanoa cura di Michele Di Monte.

“La mostra – dichiara Flaminia Gennari Santori, direttrice del Museo – approfondisce con un prezioso contributo la conoscenza delle opere della collezione, valorizzando ancora una volta la politica di scambi con altri musei, volta a rafforzare il ruolo chiave svolto delle Gallerie a livello nazionale ed internazionale”.Oltre ad alcune opere provenienti dalla collezione delle Gallerie Nazionali, la mostra si avvale infatti di prestiti da importanti musei, fra gli altri la National Gallery di Londra, il Museo del Prado di Madrid, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Castello Reale di Varsavia, il Museo di Capodimonte a Napoli, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Galleria Sabauda di Torino.In un percorso che si snoda attraverso 25 capolavori, l’esposizione intende esplorare le forme di quel tacito dialogo che si stabilisce sempre tra l’opera d’arte e il suo spettatore, come sono elaborate nella pittura tra Cinquecento e Settecento.Se l’arte si rivolge sempre a un pubblico, questo appello non si limita mai a un semplice guardare, ma richiede una partecipazione e una collaborazione più attive. Gli artisti, da parte loro, hanno spesso escogitato soluzioni e invenzioni figurative per coinvolgere personalmente lo spettatore nello spazio e nella storia raccontata dalle opere, chiedendogli di essere un complice partecipe, di stare al gioco delle immagini. Che è un gioco di allusioni, provocazioni, seduzioni e ironia, grazie al quale l’osservatore diventa inaspettatamente osservato, entra a far parte dell’opera e collabora alla piena realizzazione dei suoi effetti e della sua riuscita.Lo scopo della mostra è quello di far sperimentare concretamente agli spettatori reali i modi in cui la pittura non si limita a presentarci qualcosa da vedere, ma ci chiede di riflettere su quel che guardiamo, come e perché.Dopo un’allusiva introduzione al tema della mostra, con l’esposizione del capolavoro di Giandomenico Tiepolo dal Museo del Prado, Il Mondo Novo, la mostra si articola in cinque sezioni.Nella prima, “La soglia”, finestre, cornici, tende e sipari ci invitano a varcare il confine che separa il nostro mondo da quello del quadro; come succede nell’affascinante Ragazza in una cornice di Rembrandt, proveniente dal Castello Reale di Varsavia, che sembra attenderci al di là dell’immagine.Questo tacito invito diventa esplicito nella sezione successiva, “L’appello”, dove opere come il ritratto del poeta Giovan Battista Caselli di Sofonisba Anguissola, Venere, Marte e Amore di Guercino o La Carità di Bartolomeo Schedoni si rivolgono apertamente a chi guarda e pretendono la sua attenzione.Nelle due sezioni centrali, “L’indiscreto” e “Il complice”, il coinvolgimento dell’osservatore si fa più sottile, allusivo, segreto e persino imbarazzante. Lo spettatore è chiamato a prender posizione su ciò che vede, e che in qualche caso non dovrebbe neppure vedere, come nell’ammiccante La buona fortuna di Simon Vouet, nella seducente Giuditta e Oloferne di Johann Liss, o nell’Ebbrezza di Noè di Andrea Sacchi.Conclude la mostra la sezione dedicata al “Voyeur”, in cui si svela infine la dimensione erotica e ambigua del rapporto tra immagine e sguardo. Nei dipinti di Lavinia Fontana, di van der Neer o di Subleyras, il voyeur guarda non solo l’oggetto del suo presunto desiderio, ma scopre anche l’atto stesso del suo guardare, il suo essere pienamente spettatore.In occasione della mostra è prevista la pubblicazione di un catalogo (Campisano Editore) con saggi del curatore e di Giovanni Careri, Claudia Cieri Via, Wolfgang Kemp, Sebastian Schütze.

da 16/12/20 a 26/03/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra esclusiva alla GAM di Roma curata da Shepard Fairey prende vita su Lieu.City e diventa virtuale. Trenta opere inedite del famoso urban artist dialogano con lavori di altri artisti contemporanei della GAM, in uno spazio innovativo, navigabile a 360°

La Galleria d’Arte Moderna di Roma presenta SHEPARD FAIREY / 3 DECADES OF DISSENT, un progetto espositivo esclusivo curato dallo stesso Shepard Fairey, urban artist tra i più conosciuti al mondo, noto al grande pubblico come Obey, insieme a Claudio Crescentini, Federica Pirani e galleria Wunderkammern.

Sperimentatore assoluto di linguaggi, stili e messaggi politici tramite l’arte, l’artista statunitense Shepard Fairey (Charleston, 1970) ha voluto creare un concept unico e irripetibile appositamente per la Galleria d’Arte Moderna, presentando trenta sue recenti opere grafiche inedite (2019) - con cui ripercorre molti dei suoi temi di dissenso, come la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente - in dialogo con importanti opere della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina.

Grazie alla realtà virtuale creata da Lieu.City, i visitatori avranno la possibilità di spostarsi da un ambiente all’altro e di muoversi agilmente tra i tre piani della GAM per ammirare le opere di Shepard Fairey e quelle della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, avendo a disposizione in maniera facile e intuitiva contenuti multimediali esclusivi, come descrizioni e contributi video per godere di un’esperienza artistica internazionale di qualità.

da 10/10/20 a 10/02/21

Rhinoceros Gallery

Per informazioni consultare il sito della galleria.

da 07/01/21 a 30/06/21

MICRO arti visive

Mostra a cura di Raffaele Gavarro

Sei episodi che ripercorreranno nell’arco di sei mesi la vicenda artistica “dell’outsider tra gli outsider”, come lo stesso Pino Boresta ironicamente si autodefinisce.

Sei mostre che danno conto di un itinerario artistico perlomeno insolito e decisamente fuori dagli schemi del sistema dell’arte, attraverso mostre, incontri, sorprese e approfondimenti dedicati a quello che si può senz’altro definire come il precursore della Sticker Art, che da più di trent’anni ha invaso con le sue smorfie i muri delle nostre città.

Difficile confinare il lavoro di Boresta in un genere ben preciso, avendo spaziato senza soluzione di continuità e con feroce ironia dalla pittura alla fotografia, dall’arte pubblica alla performance. Spinto da un reale bisogno di contaminarsi con linguaggi differenti e spesso inconsueti, Boresta ha accumulato negli anni una quantità di opere e materiali a dir poco sorprendente. S’inizia dai tovaglioli dipinti a Londra, “Fronte retro” del 1988, a seguire le azioni di contaminazione artistica dei “Residui corporei” del 1996, passando per i “Testamenti” del 2003, si ritorna poi a lavori più vecchi del 1995 i “R.A.U. Reperti Arteologici Urbani”, e quindi al suo più conosciuto lavoro di arte urbana, la Sticker Art, che comincia nel 1994 con “C.U.S. – Cerca ed Usa La Smorfia”, nel quale la sua faccia-logo è appiccicata nei punti meno prevedibili delle vie delle città. Per concludere con “La collezione” le opere degli amici dell’artista.

Il ciclo di mostre Il Boresta che non ti aspetti è a cura del critico e curatore Raffaele Gavarro - anche questa un’accoppiata decisamente inattesa - e ripercorre con taglio antologico l’intero cammino dell’artista.

Il primo episodio, che apre il 7 gennaio 2021, porta il titolo Boresta a servizio. Alla fine degli Ottanta, Boresta viveva a Londra, lavorava in un ristorante e iniziava ad avvicinarsi da autodidatta alla pittura. Come supporto utilizzava dei tovaglioli che sottraeva ai ristoranti dove prestava servizio. I tovaglioli-quadri presero nel tempo il titolo di Fronte retro, in forza del fatto che quelle tele oggettuali erano dipinte su un lato, mentre sull’altro trattenevano tracce biologiche di vario tipo dello stesso Boresta. Elementi organici che divennero poi materia esclusiva qualche anno dopo con la realizzazione dei Residui Corporei.

Ogni episodio vede affianco all’esposizione delle opere, la presenza di oggetti personali di Boresta: agende, fotografie, documenti e cimeli vari. In occasione del Boresta a servizio, sarà esposta anche la divisa da cameriere con la quale serviva ai tavoli dei ristoranti londinesi. Per ogni episodio è inoltre invitato ad esporre nell’ultima settimana un artista scelto da Boresta per affinità elettiva, stima, amicizia, condivisione della ricerca. I primi due artisti invitati sono a gennaio Flavio Favelli e a febbraio Salvatore Falci.  

Un web site curato da Paola Valori arriccisce la mostra con video, interviste e talk in diretta, uno spazio virtuale complementare e strettamente connesso alla mostra.

da 09/12/19 a 30/01/21

MAC Maja Arte Contemporanea

Isabella Ducrot, Margareth Dorigatti e Claire de Virieu

Dopo il successo della personale dell’esordiente Anna Di Paola, Maja Arte Contemporanea prosegue il programma espositivo 2020-2021, interamente dedicato alle artiste, con una selezione di tredici opere di Isabella Ducrot, Margareth Dorigatti e Claire de Virieu, riunite insieme, per la prima volta, nella collettiva dal titolo “3D”.

Di Isabella Ducrot si propone la serie di lavori su carta “Interno giorno”, e una “Benda originale” esposta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma) durante la personale del 2014 “Isabella Ducrot. Bende sacre”. La materia di partenza di quest’ultimo lavoro è una sciarpa votiva tibetana (katha), il cui tessuto è rarefatto e ridisegnato fino a dipanarne la trama sfidando la fragilità della seta.

Margareth Dorigatti è presente con un ensemble inedito dedicato al carteggio (circa 1.700 lettere in 10 anni) tra Goethe e la sua Amata, Charlotte von Stein. Alla conclusione della storia Charlotte chiese al grande poeta tedesco la restituzione delle proprie lettere e le distrusse. L’artista ci conduce alle parole segrete riscrivendo le lettere immaginarie e interpretandole attraverso una serie di opere pittoriche.

Nella camera oscura prende vita la serie “Photogrammes” di Claire de Virieu, dove l’artista francese - senza pellicola né macchina fotografica – forma direttamente la materia tra giochi d’ombra e di luce, agendo sulle trasparenze luminose degli oggetti disposti sulla superficie sensibile.

 

ISABELLA DUCROTIsabella Ducrot (Napoli, 1931) vive e lavora a Roma. Nei molteplici viaggi in Oriente sviluppa un particolare interesse per i prodotti tessili di questi paesi; da qui parte un percorso di ricerca artistica che prevede l’uso di materiale tessile per la realizzazione delle opere. Alla Biennale di Venezia del ’93 presenta un grande arazzo, oggi parte della Collezione del Museo di Gibellina. Del 2002 è una serie di arazzi di carta esposta all’Archivio di Stato a Milano. Nel 2005 realizza due mosaici per la stazione di Piazza Vanvitelli della metropolitana di Napoli. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospita due sue personali (2008 e 2014). Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Nel 2014 espone alla Galleryske di New Delhi e successivamente partecipa ad Art Basel dove torna nel 2019 con la Galerie Gisela Capitain che la espone nello stesso anno a Frieze (Londra) e alla FIAC (Parigi). Nel 2015 realizza l’installazione Effimero al Museo Archeologico di Napoli, a cura di Achille Bonito Oliva. Del 2019 sono le due personali presso la Galerie Gisela Capitain di Colonia e Capitain Petzel di Berlino. Nel 2020 espone alla galleria T293 (Roma) e Mezzanin (Ginevra). Realizza fondali per palcoscenico, per concerti e balletti (Filarmonica di Roma, Balletto del Sud di Lecce, Teatro Olimpico e Teatro Palladium di Roma). Quattro le sue pubblicazioni: La stoffa a quadri (2018, ed. Quodlibet), Fallaste Corazón (2012, ed. Il notes magico), Suonno (2012, ed. La Conchiglia), La matassa primordiale (2008, ed. Nottetempo).MARGARETH DORIGATTIMargareth Dorigatti (Bolzano, 1954) vive e lavora a Roma. Nel 1973 studia all'Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova. Nel 1975 si trasferisce a Berlino dove studia Pittura, Grafica e Fotografia presso la Universität der Künste Berlin. Nel 1977 fonda una Casa-atelier frequentata dai maggiori artisti e personaggi dello spettacolo presenti a Berlino. Nel 1980 inizia la sua attività espositiva in gallerie private di Berlino. Nel 1983, insieme a Joachim Szymzcak, realizza un progetto di vaste proporzioni all'interno della rete metropolitana berlinese: 75 dipinti all'interno di otto stazioni. Vince un concorso indetto dalla Internationalen Bauausstellung per la realizzazione di una facciata storica di un palazzo di Kreuzberg. Dopo la laurea in Comunicazione Visiva nel 1983 si trasferisce a Roma dove ha inizio la sua attività pittorica ininterrotta. Espone in Italia e all'estero presso gallerie private, luoghi pubblici e musei (Roma, Parigi, Milano, Pescara, Bolzano, Modena, Bologna, Berlino, Nimes, Lyon, Köln, Bonn, etc). Viene invitata ad esporre a numerose Biennali e Triennali internazionali, tra cui la Biennale di Venezia. È titolare della cattedra di Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Roma; ha inoltre insegnato alla Universität der Künste di Berlino, all’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla Akademie der Künste di Monaco e alla Libera Università di Bolzano.CLAIRE DE VIRIEUClaire de Virieu (Parigi, 1948) vive e lavora tra Roma e Parigi. I soggetti fotografici da lei più amati sono la natura e i paesaggi. Ha pubblicato diversi libri con Pierre Bergé, Marc Augé, Hubert de Givenchy, etc. Negli ultimi vent’anni questi lavori sono stati esposti in varie mostre. Recentemente si è riavvicinata alla fotografia in bianco e nero, creando paesaggi immaginari di ispirazione giapponese e una serie di foto astratte. Nel 2017 e nel 2019 ha esposto queste ultime alla galleria Pierre-Alain Challier a Parigi ed ha partecipato al Festival Kyotographie a Kyoto. Un portfolio, intitolato NARA, con i suoi ultimi lavori, è stato realizzato dalle Éditions La Falaise. Oggi Claire de Virieu è tornata nella sua camera oscura in Borgogna per creare Photogrammes: un lavoro in contatto diretto con la materia fotografica, senza macchina e senza pellicola. Tutti i fiori e le foglie che utilizza e che animano i suoi fotogrammi vengono dal suo giardino che, oltre ad essere la sua seconda passione, è anche la sua più grande fonte di ispirazione.

25/02/21

The Grand Tour

Michelangelo, seppure ricercato come pittore ed architetto, considerò sempre la scultura come la sua arte di elezione, perché in essa si metteva in moto quel meccanismo creativo maieutico di platonica memoria in cui, anziché costruire o disegnare, si procede “a forza di levare” liberando la forma pura della bellezza dalla brutalità della materia informe. Vedremo le prime opere per poi analizzare i grandi capolavori come il David e il Mose, e soprattutto scopriremo opere meno note dedicando ampio spazio al non-finito, le opere mai terminate come i Prigioni e le Pietà Bandini e Rondanini, veri enigmi della personalità del grande fiorentino.

18/02/21

The Grand Tour

Nel 1519 si spegneva in Francia il piú grande Genio del Rinascimento, partiremo propio da Amboise e dai suoi ultimi anni per fare un percorso a ritroso nella Vita e nelle Opere di questo Maestro della Pittura, della Scienza e della Tecnica, che ha di molto precorso le invezioni della modernitá seppur partendo da una concezione del Mondo e dell’Uomo tutta ancora antica piú che moderna. Vedremo alcune delle sue piú celebri opere, disegni, progetti e tanti aspetti della sua vita privata.

04/02/21

The Grand Tour

Palermo, fondata dai Fenici, poi divenuta greca, romana ed infine bizantina, visse forse il suo perdiodo di maggior spendore durante il periodo Arabo Normanno nel XII e XIII secolo. Conquistata infatti dagli Arabi rimase un dominio per circa tre secoli, ma le piú ricche testimonianze artistiche arabe risalgono peró al periodo, relativamente breve, della coquista Normanna. Venuti dalla penisola scandinava, i Normanni si erano dapprima stabiliti in Normandia, europeizzandosi in qualche modo, e poi avevano conquistato lInghilterra e successivamente la Sicila e tutto il Sud Italia, incentrandovi un regno che includeva anche parte dellla Tunisia e della Libia, con Capitale appunto Palermo, Qui prima Ruggero II d;Altavilla e poi i suoi eredi Guglielmo I e Guglielmo II crearono un;architettura meravigliosa vero unicum mondiale oggi riconoscuto Patrimonio dell'Unesco. Scopriremo le Cattedrali, il Palazzo dei Normanni con la meravigliosa Cappella Palatina e tanti altri magnifici esempi di architettura religiosa e civile, voluta dai Normanni ma costruita da maestranze Arabe e Bizantine, in una cittá che era un vero meltigo pot di Latini, Greci, Arabi ed Ebrei. 

01/02/21

The Grand Tour

La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche al mondo. Seguiremo la storia degli Ebrei romani dall’iniziale stanziamento, nell’area di Trastevere; attraverseremo l’Isola Tiberina per raggiungere il Portico d’Ottavia, dove dal 1555 al 1870 venne creato il ghetto ebraico, e ripercorreremo duemila anni di storia dai resti della Roma Repubblicana e Imperiale alle costruzioni medioevali, dal Ghetto rinascimentale alla costruzione, nel 1904, della Sinagoga in stile eclettico con suggestioni neo-babilonesi, sino alla tragedia della deportazione nazista. 

28/01/21

The Grand Tour

Tiziano Vecellio, conosciuto semplicemente come Tiziano, é uno dei piú grandi maestri del Rinascimento Italiano, al pari dei famosissimi maestri Fiorentini come Leonardo e Michelangelo. Ebbe, come quest'ultimo, una lunga e produttiva esistenza, e il suo stile ebbe una lunghissima evoluzione dagli inizi caratterizzati da uno stile molto rifinito e ricco di allegorie che ricordavano e spesso di confondono con quelle del suo maestro Gorgione, per poi arrivare in vecchiaia ad uno stile quasi preimpressionista, con pennellate spesse e rade. Un grande maestro dalla pittura intensa e moderno, che incantó nobili, Papi, Re ed imperatori fino a noi.

24/03/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Continuano online sulla piattaforma Google Suite i tradizionali appuntamenti dedicati ai possessori della Mic Card, e non solo.

Attraverso l’analisi dell’opera di Guglielmo Sansoni (Tato), Sensazione di volo, del 1929, si mettono a fuoco le caratteristiche stilistiche e poetiche dell’aeropittura futurista. L’opera è un trittico e si compone di tre “tempi”: procedendo dal primo al terzo dipinto, la visione naturalistica della città si trasforma progressivamente in una visione sempre più sintetica e astratta, in cui i volumi sono resi secondo il criterio della scomposizione cubista e il movimento di volo sopra la città è evocato attraverso forme curve e a spirale. Tato, pittore e aviatore, traduce la propria passione per il volo e la modernità in un paesaggio totalmente innovativo e fortemente dinamico.

A cura di Daniela Vasta.

The Grand Tour

Il 28 maggio 1606 Caravaggio uccide, durante una partita di pallacorda, Ranuccio Tomassoni a Roma. Su di lui viene emessa una condanna a morte ed è costretto a riparare prima nella campagna romana, poi a Napoli, dove resterà alcuni mesi prima di recarsi a Malta. Questo viaggio-fuga diventa per Caravaggio un’occasione per lavorare in contesti e per committenze diverse, dando inizio a un’evoluzione del linguaggio del lombardo che in pochi anni vedrá la realizzazione di alcuni dei suoi piú grandi capolavori, iniziando dalle Sette Opere di Misericordia fino alle opere siciliane per terminare con l’ultima, drammatica, opera in cui ritrae sé stesso decapitato quale Golia mentre Davide ne mostra la testa mozzata. Un viaggio nel mediterraneo che per Caravaggio è soprattutto un’anabasi dell’anima, una ricerca della propria arte nello spirito al di fuori dello spazio e del tempo.    Un’emozionante e divertente Visita Guidata Virtuale in Live Show espressamente pensata utilizzando Realtá Virtuale e Foto ad alta risoluzione oltre a Video, Musica e un divertente quiz interattivo! La visita guidata virtuale utilizza l’applicazione ZOOM per collegare in video e audio dal vivo, dando la possibilitá non solo di esplorare grazie alla realtá virtuale, ricostruzioni 3D e video a 360 gradi le piú belle meraviglie d’Italia ma di fare domande, osservazioni e di interagire con gli altri partecipanti in diretta. Grazie a foto ad altissima risoluzione e possibile scoprire dettagli incredibile e nascosti, ad ogni visita é collegato un quiz online per sfidare gli altri partecipanti online!

31/01/21

Chiesa San Nicola in Carcere, Templi repubblicani di San Nicola in Carcere

Visita guidata per famiglie con bambini e ragazzi della chiesa e dei suoi sotterranei “aperti in esclusiva per noi”, dove si celano le rovine di tre templi di epoca repubblicana, separati da stretti vicoli su cui affacciano delle botteghe relative al Foro Olitorio. 

31/01/21

Parco degli Acquedotti

A spasso per Roma con i vostri bambini e ragazzi al Parco degli Acquedotti per scoprirne costruzione e funzionamento.

27/01/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Continuano online sulla piattaforma Google Suite i tradizionali appuntamenti dedicati ai possessori della Mic Card, e non solo.

Un percorso attraverso le sculture della collezione della Galleria d’Arte Moderna esposte al museo e in particolare negli spazi che circondano il chiostro-giardino: Il seminatore di Ercole Drei, Cleopatra di Gerolamo Masini, Gli amanti di Giovanni Prini, Il pastore di Arturo Martini, Bambina sulla sedia di Giacomo Manzù, Maschera del dolore di Adolf Wildt e molte altre. Attraverso la lettura di queste opere si analizzano le caratteristiche stilistiche e poetiche della scultura italiana tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, i suoi protagonisti, le diverse correnti espressive ed estetiche.

A cura di Daniela Vasta.

04/02/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Continuano online sulla piattaforma Google Suite i tradizionali appuntamenti dedicati ai possessori della Mic Card, e non solo.

Un percorso attraverso la mostra Sten Lex. Rinascita, alla scoperta dei lavori più recenti del celebre duo di street artists, inventori della tecnica dello stencil poster, declinata sia nei lavori di piccolo formato sia nelle opere site-specifc realizzate, in occasione di questa mostra, direttamente negli spazi esterni del chiostro-giardino del museo. A cura di Daniela Vasta.

 

10/03/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Museo di Roma in Trastevere

Continuano online sulla piattaforma Google Suite i tradizionali appuntamenti dedicati ai possessori della Mic Card, e non solo.

Appuntamento con le curatrici del Museo per un "taster tour" virtuale attraverso le opere e gli oggetti delle collezioni del museo, dagli acquerelli di Ettore Roesler Franz al mondo di Trilussa, scelti e approfonditi attraverso l’interazione con il pubblico.

A cura di Donatella Occhiuzzi

21/01/21

TEMPORANEAMENTE CHIUSO - Musei di Villa Torlonia

Continuano online sulla piattaforma Google Suite i tradizionali appuntamenti dedicati ai possessori della Mic Card, e non solo.

La curatrice del Museo della Scuola Romana guida i visitatori su differenti temi che riguardano la vita della collezione. Si può analizzare qualche settore specifico del percorso espositivo, o soffermarsi su alcune figure particolarmente significative; o ancora può essere esaminata la storia della nascita della collezione ed il dietro le quinte della vita del Museo. A cura di Antonia Rita Arconti