
BAROCCO GLOBALE
alle Scuderie del Quirinale fino al 13 luglio 2025
L'opinione di #VAV:
- “Barocco Globale” è una mostra che sottopone l’osservatore all’intreccio di culture che hanno caratterizzato il mondo a cavallo del XVI e del XVII secolo.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo nove sezioni che condurranno il visitatore attraverso diverse aree geografiche.
La prima parte apre la mostra con una panoramica sulla Roma barocca e sulla sua interculturalità, frutto dell’importanza della città stessa che non si limita ad essere un centro artistico ma socio-politico di rilievo mondiale, proprio come testimoniato dal busto di Ne Vunda, ambasciatore del Congo, o dal dipinto che racconta il Carnevale in onore dell’arrivo Cristina di Svezia.
- Segue la sezione afro/egiziana dove si gioca sull’errore del tempo che attribuiva all’Egitto la paternità della cultura rom; qui spiccano il capolavoro di Vouet “La Buona Ventura” e “L’allegra compagnia con cartomante” di Valentin de Boulogne assieme al “Giovane africano” di Cordier che, seguendo il pensiero dell’epoca, vede affiancate l’idea di antico a quella di esotico.
Nelle stanze successive il tema è incentrato su Bernini, l’Africa e l’America; in questa stanza l’attenzione è tutta sui modelli della Fontana dei Quattro Fiumi che descrivono nei vari ripensamenti e successive modifiche l’evolversi della visione “amerinda” dell’Europa.
- La quarta sezione interessa il rapporto tra Chiesa e Oriente: l’atlante di Matteo Ricci, l’iconografia cristiana nella cultura cinese e nell’impero Mughal comunicano all’osservatore un crogiolo di mondi che risulta in un’armonica commistione di culture.
La stanza successiva si focalizza sulla natura. Qui nuove piante e nuove specie esotiche diventano protagoniste e la fascinazione per il nuovo continente viene raccontata attraverso allegorie e raffigurazioni dal vero di animali quali pappagalli, bertucce, lama ed altri.
Proseguendo nella mostra si torna nella città di Roma osservata sotto la lente delle ambascerie che ruotavano attorno al papato; in questa parte oggetti come il dipinto di Lavinia Fontana che raffigura l’ambasciatore di Persia Ali-Qoli Beg, la lettera a Paolo V dai cristiani del Kinai così come la figura di Sitti Maani -narrata attraverso il suo catafalco- danno l’idea di una società aperta, curiosa e soprattutto in costante movimento e contatto.
Continuando sul medesimo filone, la mostra, attraverso oggetti come i paramenti sacerdotali fatti secondo le tradizioni mesoamericane (interamente in piume intrecciate) o la maschera Yacateuctli, propone una sezione focalizzata sul tema del collezionismo di manufatti da tutto il mondo per poi virare su un altro tipo di eccentricità nella penultima sala che vede, in un’Andromeda dalla carnagione candida o nel ritratto di Maria Mancini come Armida, l’unione tra letteratura e fantasia nelle commissioni pittoriche e negli eventi sociali.
La mostra si conclude con i ritratti di Robert Shirley (ambasciatore di Persia) e della moglie vestiti con abiti tradizionali persiani e con il dipinto “Annibale attraversa le Alpi a cavallo di un elefante” di Poussin, dove il protagonista non è Annibale bensì l’elefante che viene ritratto nel minimo dettaglio rendendo ancor più evidente e concreto l’interesse dell’epoca per un mondo con ancora molto da scoprire.



