wp_7497084 20 Ottobre 2022

Fontana del Babuino

Come altre statue anche questa ha avuto molto da dire!

In breve:

Nato come sileno (una sorta di satiro, una creatura mitica molto vicina a Dioniso), il “babbuino” -così ribattezzato dai romani per la sua bruttezza e la somiglianza al primate- ha raggiunto una tale popolarità da conferire il nome alla via nella quale si trova.
Posizionato nel XVI° secolo sull’esterno della casa del nobile Alessandro Grandi, il babuino faceva parte di una fontana pubblica che venne completata solo intorno al 1576 sotto papa Gregorio XIII il quale, nel frattempo, aveva comprato il palazzo nobiliare.

Un riassetto urbanistico del 1877 però spostò la statua dalla sua posizione originaria: la nicchia dove era incassata divenne la porta di accesso del civico 49a mentre il babuino finì all’interno del palazzo.
Solo nel 1957 la statua parlante torna ad affacciarsi sulla sua via… ma sull’altro lato visto che la vecchia nicchia era diventata una porta di ingresso!

La notorietà della statua si deve al fatto che questa appartiene a quel gruppo di statue dette “parlanti”: il popolo romano infatti aveva l’abitudine di lasciar dette le proprie idee e critiche allo stato tramite appositi foglietti che con il tempo hanno preso il nome – in questo caso- di “babuinate”.

Ai romani non cambia granché, ma gettando una moneta nella fontana, ci si assicura di ritornare a Roma!